GEAPRESS – Una storia cominciata male, anzi malissimo, ma che ha poi preso una via positiva a Sant’Angelo di Brolo (ME) grazie al Sindaco Basilio Caruso e all’impegno dei volontari della LIDA di Patti.

Dodici cani finiti in una ditta convenzionata di un Comune limitrofo. Sant’Angelo di Brolo ha meno di 4000 abitanti ed una popolazione che continua a diminuire. Anche una piccola spesa, per questi Comuni, può divenire un forte impegno.

Sta di fatto che non è più possibile pagare per il mantenimento e i dodici cagnolini un giorno riaffacciano nella struttura dell’ex macello. Siamo ai primi di novembre ed i volontari della LIDA di Patti, si attivano subito per portare aiuto ai dodici disperati. In quel posto c’è bisogno di tutto, meno di una cosa: i cumuli di cinfrusaglie ammassati in anni di abbandono. Il Sindaco Caruso viene contattato dai volontari ed inizia una prima pulizia del posto. I cani, però, restano sostanzialmente sempre al chiuso.

Stamani la svolta. Nel corso di un incontro avvenuto presso la casa comunale tra il Sindaco Caruso e la Responsabile della LIDA di Patti, Marina De Liguori, si è deciso che già da lunedì il Comune interverrà per costruire dei recinti idonei. I volontari della LIDA affronteranno a loro spese la sterilizzazione e la degenza dei cagnolini, mentre, una volta pienamente riabilitati, si provvederà alla reimmissione controllata nel territorio. Prima, però, il Comune di Sant’Angelo di Brolo ed i volontari della LIDA di Patti, porteranno avanti una campagna di sensibilizzazione tra gli stessi abitanti. Questo anche al fine di consentire un più efficace monitoraggio, una volta avvenute le reimmissioni.

E’ giusto capire i problemi economici specie dei piccoli Comuni – ha dichiarato a GeaPress Marina De Liguori – ma la responsabilità è loro. Così detta la legge – aggiunge decisa la Responsabile della LIDA – Ad ogni modo l’intervento del Sindaco di Sant’Angelo di Brolo è stato positivo ed è venuto incontro alle esigenze di quei poveri cagnolini“.

Bisogna avere fiducia, cioè, senza mai abbassare la guardia. Del resto i dodici cani di Sant’Angelo di Brolo, una stella che vigila su di loro, forse già l’avevano ancor prima di finire nell’ex macello. Basta pensare alle mille polemiche, accompagnate dai certificati di morte che coincidono a volte con le scadenze delle convenzioni non rinnovabili. Una coincidenza formale ma in alcuni casi addirittura assente. Dei cani, semplicemente, non se ne sa più niente. In questo caso è andata diversamente ed è giusto dare merito sia ai volontari, che di recente abbiamo già visto sacrificarsi per salvare i cagnolini colpiti dall’alluvione di Saponara, che allo stesso Sindaco di Sant’Angelo di Brolo. Una sensibilità sempre più rara. Ovviamente i cani di Sant’Angelo di Brolo sono adottabili e la speranza è che in strada ritornino il meno possibile. Non si finisce mai di lavorare, dicono i volontari. E’ una catena continua. Appena se ne riesce a salvare uno, è già pronto un altro. 

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