GEAPRESS – Periferia di San Giuseppe Jato, Comune con poco meno di 9000 abitanti in provincia di Palermo. Una decina di cani all’interno di un terreno privato. Almeno la metà, cuccioli di poche settimane. Recinzioni forse non dell’ultimo modello, pedane e ripari di ogni tipo. Il tutto improvvisato in breve tempo forse utilizzando suppellettili immancabilmente abbandonate in strada. Se non fosse per la particolarità di chi ne sta facendo uso, sembrerebbe una situazione poi non tanto insolita. Il tutto, però, è opera di un bambino di undici anni.

Stanco dei continui incidenti stradali che affliggono i randagi ed avvilito dai ripetuti avvelenamenti, avrebbe chiesto allo zio la possibilità di utilizzare quel terreno incolto. Proprio per i cani ha così allestito uno spazio sicuro e lontano dai pericoli della strada.

Qualche giorno fa, casualmente  abbiamo scoperto la situazione che comunque presenta delle criticità“, raccontano a GeaPress Monica e Sabrina, due volontarie del piccolo centro siculo che da tempo si occupano dei randagi della zona.

Scatta così l’allarme e la richiesta di aiuto perviene ai volontari della Lida di Palermo. Ieri, il sopralluogo e l’incontro con il bambino e la sua famiglia.

La situazione è da subito apparsa precaria – dichiara a GeaPress Giuseppe Purpi, volontario della Lida Palermo – L’intento del bambino è di certo nobilissimo, ma bisogna intervenire, per svariate ragioni.

Il confronto fra i volontari e la famiglia, durato qualche ora, avrebbe così permesso di raggiungere una soluzione provvisoria più adeguata, a garanzia dell’effettivo benessere degli animali.

Non possiamo che apprezzare l’ammirevole spirito di questo bambino – aggiunge Giuseppe Purpi – e la sua tenera età giustifica, senza dubbio, quel tipo di soluzione. E’ un bambino intelligente ed ha subito capito la necessità dell’intervento.”

Intervento che necessità però di un appoggio da parte dell’Amministrazione comunale e per questo un primo incontro è stato chiesto al Sindaco di San Giuseppe Jato, Davide Licari. Le aspettative dei volontari sono quelle di una giusta attenzione al problema, che poi riguarda la solita questione del randagismo. In zona, peraltro, non esiste alcuna struttura che si occupi dei randagi.

La sensibilità del bambino, rappresenta, senza dubbio, la speranza di un radicale cambiamento. E pensare che per quei cani, innanzi a chi ha mostrato finora indifferenza, c’è un bambino che spende tutta la paghetta settimanale.

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