GEAPRESS – Appena poche ore prima Fabio Calì, Coordinatore delle Guardie Ecozoofile dell’OIPA, aveva salvato un beagle gettato da un furgoncino come un sacco di immondizia. Nulla, rispetto a quanto stava per succedere lo scorso fine settimana. Una scatola, con all’interno quattro cuccioli di pochi giorni di vita. Accanto ai cuccioli un bossolo, tipo quelli da caccia, vuoto.

Lo scriteriato che ha deposto la scatola con i quattro corpicini, ha scelto un posto isolato, proprio nei pressi del piccolo rifugio utilizzato dai volontari. Quella scatola è rimasto così tutta la notte ai bordi della stradella. Nel frattempo a San Cataldo (CL) la temperatura è caduta in picchiata. Di notte, poi, un violento temporale. Alle prime ore del mattino, il ritrovamento. E’ stato proprio Fabio Calì ad accorgersi di quello scatolo. Un cagnolino era già morto. Gli altri tre, tra cui uno con evidenti tracce di sangue che fuoriuscivano dal naso, moriranno di lì a poco. A nulla è valsa la corsa del veterinario e la lampada termica per riscaldare i piccoli animali. Anzi, proprio dall’esame dei piccoli corpicini è emerso che probabilmente tutti e quattro erano stato picchiati.

Il bossolo, trovato dentro la scatola, potrebbe non essere necessariamente una minaccia. Certo, inquietante, ma nel linguaggio in uso potrebbe anche significare un invito rivolto ai volontari di provvedere loro ad ammazzarli. “Un folle – commenta il Coordinatore delle Guardie OIPA – ed il mio pensiero va ai possibili altri piccoli cani nati nella stessa cucciolata. Ritengo improbabile – aggiunge il Responsabile OIPA – che si potesse trattare di soli quattro animali“.

Una situazione drammatica, quella del randagismo locale, la cui risoluzione sembra ancora doversi scaricare sulle spalle dei volontari. “Sono stanco – riferisce Fabio Calì a GeaPress – un impegno immane e vorrei dire anche costoso. Una situazione paradossale che fa risparmiare i Comuni i quali per legge dovrebbero affrontare i problemi e che poco o nulla si impegnano, sia nella repressione del fenomeno che dal punto di vista educativo“, aggiunge il Coordinatore delle Guardie OIPA. Il rammarico più grosso va comunque per quei quattro cuccioli. Per abbandonarli in maniera indisturbata, è stato ovviamente scelto un orario opportuno. Quello, cioè, che presenta le strade meno frequentate.

Il temporale e l’abbassamento della temperatura, hanno subito portato a compimento il “consiglio” forse veicolato da quel bossolo. “Ammazzateli voi“. Per Fabio Calì trattasi comunque di un segnale gravissimo. “Non riesco a trovare una ragione – commenta amaramente il Coordinatore delle Guardie OIPA – chi li ha abbandonati avrebbe potuto tenerli almeno fino allo svezzamento e poi contattare l’OIPA che ben volentieri avrebbe dato una mano per l’adozione“. Fabio Calì, però, tiene altresì a sottolineare un altro aspetto. “Chi compie simili gesti, non credo che non valuti i rischi nei quali potrebbe incorre – riferisce il Coordinatore OIPA – occorrono leggi più severe che puniscano in maniera più decisa e servano da esempio. Un beagle lanciato da un furgoncino e ora pure i cuccioli con il bossolo, credo che spieghino molte cose“.

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