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GEAPRESS – Si rischia grosso con il ricorso annunciato dal Governo rumeno, alla sentenza con la quale la Corte di Appello di Bucarest aveva sospeso le norme di attuazione della cosiddetta legge “ammazza randagi”.

Le norme di attuazione della legge, riguardano più direttamente gli aspetti gestionali del randagismo tra i quali l’affidamento dei servizi di cattura ma anche di eutanasia. Il futuro dei randagi rumeni è ora di nuovo a rischio. Solo a Bucarest, secondo fonti di stampa, erano stati catturati nei mesi scorsi quasi il 40% dei randagi.

Già tra pochi giorni potrebbe essere reso noto l’esito del ricorso.

La notizia dell’intervento del Governo è stata rilanciata in Italia da Save The Dogs. Secondo l’associazione italiana che opera in romania in favore dei cani randagi, “per ogni passo in avanti, ne seguono altri due indietro”.

Si ricorderà che la cosiddetta “legge ammazza randagi” venne approvata nell’autunno scorso a seguito di un grave episodio occorso a Bucarest. Un bambino ucciso in un parco pubblico da un cane randagio. A quanto pare quel cane non era però sconosciuto. Era già stato ricoverato e non doveva essere reimmesso nel territorio.

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