romania
GEAPRESS – Con una lettera inviata all’Ambasciatore italiano a Bucarest, l’associazione Save The Dogs, a firma della sua presidente Sara Turetta, ha chiesto un intervento immediato in merito ai gravi fatti occorsi lo scorso venerdi in due rifugi di volontari. Cani inspiegabilmente prelevati (ne sarebbero morti almento quattro) in maniera brutale (vedi articolo GeaPress ) e a distanza di pochi giorni restituiti forse a causa delle polemiche internazionali (vedi articolo GeaPress ).

Dove siano finite – ha chiesto Sara Turetta all’Ambasciatore Brasioli  –  le rassicurazioni del Governo e del sindaco di Bucarest secondo cui la nuova legge 258 avrebbe dato ai cani garanzia di un trattamento dignitoso?“. Azioni che, secondo save The Dogs, sarebbero criminali.

Nella lettera viene altresì ricordato come la legge 258, che pure contiene articoli disdicevoli come quelli che prevedono l’uccisione dopo 14 giorni dei cani senza padrone, fornisce comunque indicazioni molto chiare sulle modalità con cui gli animali devono essere trattati, sia durante la cattura che nel periodo di detenzione in canile. Ed invece, quanto avvenuto pochi giorni addietro ha mostrato tutt’altra realtà. Una situazione che in Romania, ad avviso di Save The Dogs, potrebbe non essere circoscritta alla sola realtà di Bucarest.

Contiamo sulla sua influenza – ha riferito Sara Turetta al nostro Ambasciatore – affinché Lei esprima tutta la preoccupazione dei cittadini italiani al sindaco della capitale e al primo ministro Ponta e si arrivi quanto prima alla rimozione dei responsabili di queste brutalità e al ripristino della legalità. Ci tengo a ricordare che oltre alla legge 258 la Romania ha ratificato nel 2005 la Convenzione degli Animali da Compagnia (Strasburgo 1987), di fatto mai rispettata.
Alla luce di tutto ciò esiste un rischio concreto che associazioni come la nostra, che tanto hanno realizzato in Romania, decidano sull’onda di questi fatti di abbandonare definitivamente il paese, interrompendo la macchina di solidarietà che si era innescata nel lontano 2002 e condannando la Romania ad un isolamento di cui pagherebbero le conseguenze sia i cittadini che gli animali. È questo che le autorità rumene desiderano? È ciò che le nostre istituzioni auspicano?”

C’è poi il danno di immagine  che tali episodi stanno arrecando alla Romania, compromettendo il lavoro di chi cerca di abbattere i pregiudizi che purtroppo permangono nei confronti del popolo rumeno e che in questo momento vengono alimentati proprio da quegli esponenti delle istituzioni che dovrebbero avere maggiormente a cuore il proprio paese.

Le sono grata – ha concluso Sara Turetta – di tutto ciò che potrà fare in questa situazione e credo con le mie parole di interpretare i sentimenti di decine di migliaia di italiani che seguono con apprensione i fatti di questi giorni“.

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