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GEAPRESS – Una quarantina di cani sono morti nel corso di un incendio che ha investito il canile pubblico di Timisoara, in Romania.

Stante quanto riportato dalla stampa locale, l’incendio, improvvisamente apparso in uno dei capannoni del canile, ha avvolto il tetto della struttura coinvolgendo una superficie di circa 200 metri quadrati. Dei circa 360 cani rinchiusi nel canile, una settantina erano nel padiglione avvolto dalle fiamme. Di questi, almeno quaranta, tra cui alcuni cuccioli, sono morti.

Nei luoghi i Vigili del Fuoco ed alcuni abitanti accorsi dai villaggi vicini.

Una tristezza infinita – ha commentato Sara Turetta, presidente dell’associazione Save The Dogs – Quei cani dovevano comunque essere uccisi una volta passati i 12 giorni previsti dalla legge”.

Come è noto in Romania è in vigore una legge che impone l’eutanasia nel caso i cani accalappiati non vengono riscattati dopo un breve lasso di tempo. Canili che avevano negli anni sospeso le uccisioni, come nel caso di Bucarest, hanno ripreso a farlo nonostante le proteste sia interne che internazionali.

Per Save The Dogs, il randagismo rumeno, che ha radici antiche, assume in quei luoghi caratteri di endemicità. In altri termini trova il substrato migliore per proliferare e mantenersi. Tra le misure frettolosamente adottate negli anni per debellarlo, vi sono proprio le uccisioni. Il randagismo, però, è ancora li.
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