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GEAPRESS – Venerdì scorso un gruppo di accalappiacani di Bucarest ha fatto irruzione in due strutture gestite dalle associazioni Vier Pfoten e Paws2Rescue. A darne comunicazione è Save The Dogs, l’associazione presieduta da Sara Turetta, molto attiva nella difesa dei randagi rumeni.

Decine di video che in queste ore si stanno diffondendo nel web e che mostrano i metodi messi in atto per il trasferimento dei cani.

Secondo Save The Dogs gli operatori del Comune hanno trascinato 90 cani uccidendone quattro. Così, infatti, avrebbero riferito alcuni testimoni.

All’esame degli animalisti vi sono ora le ipotesi di reato che potrebbero essere contestate. Tra questi il saccheggio, la violazione della proprietà privata fino al maltrattamento e all’uccisione di animali. Secondo Save The Dogs, quanto avvenuto in queste ore, sembra quasi un messaggio rivolto alle organizzazioni animaliste che operano a Bucarest e in tutta la Romania per salvare migliaia di cani randagi condannati a morte dalla legge approvata lo scorso settembre.

Le due strutture ora oggetto di intervento sono infatti  collocate in un terreno di proprietà della municipalità numero 6 di Bucarest. Il tutto tramite regolari contratti ed  a norma di legge. I finanziamenti provengono invece da fondi privati delle associazioni.

Duro il commento della presidente di Save The Dogs. “Siamo sconcertati di fronte ad un episodio che sembra mettere in dubbio l’esistenza di uno Stato di diritto in Romania – commenta la presidente di Save the Dogs  Sara Turetta – e che guarda caso si verifica proprio all’indomani di un incontro di Vier Pfoten e della nostra associazione con l’Autorità Nazionale Veterinaria. A nostro avviso il grave episodio intende gettare nel panico le centinaia di gruppi e attivisti che in tutta la Romania cercano di mettere in salvo i cani randagi e smentisce in modo eclatante il Governo che per mesi ha rassicurato la cittadinanza parlando di una “legge per le adozioni”, non “per le uccisioni”.»

Le associazioni chiedono ora la rimozione del servizio che a Bucarest si occupa della gestione del randagismo. Sempre secondo quanto diffuso da Save The Dogs, lo stessoa avrebbe tra l’altro comunicato alla stampa rumena come, negli ultimi tre mesi, sarebbero stati eliminati 2.000 cani randagi nella capitale grazie al lavoro del suo dipartimento. Finora non è giunta alcuna dichiarazione ufficiale da parte del sindaco di Bucarest Sorin Oprescu, mentre le ambasciate rumene di mezza Europa vengono sommerse da lettere di protesta a seguito della diffusione dei video sull’operazione di venerdì.

«Ci aspettiamo che l’Autorità Nazionale Veterinaria prenda provvedimenti urgenti contro i responsabili di questo scempio – conclude Turetta – tutelando non solo i diritti di degli animali e delle associazioni che se ne occupano ma anche l’immagine della Romania, pesantemente danneggiata dalle modalità con cui le autorità stanno gestendo l’annoso problema del randagismo. Chiediamo inoltre che vi sia una pubblica condanna da parte delle istituzioni europee visto che la Romania ha formalmente ratificato la Convenzione di Strasburgo per i Diritti degli Animali da Compagnia ma la disattende ogni giorno

L’episodio rischia di far saltare il tavolo aperto tra il governo e le associazioni animaliste, con il quale si ricercava una collaborazione per attuare le parti positive della legge. Queste prevedono la sterilizzazione e identificazione obbligatoria di tutti i cani di proprietà entro la fine del 2014, indicazioni che finora non sono state in alcun modo attuate.

In compenso, conclude Save The Dogs –  le uccisioni proseguono a ritmo serrato in tutta la Romania, a conferma di ciò che le associazioni hanno sempre sostenuto: la 258 è solo una legge “ammazza randagi”.

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