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GEAPRESS – Secondo quanto pubblicato da alcuni giornali rumeni, i cani che all’incirca un anno addietro causarono la morte di un bambino in un parco di Bucarest, sarebbero stati padronali  e non randagi come si era detto.

La specificazione, alla quale sarebbero ora giunte le indagini, non è da poco visto che proprio quel tragico incidente causò il varo  della cosiddetta legge “ammazza-randagi”.

La sua approvazione, avvenuta in poco tempo, ha dato il via all’uccisione di decine di migliaia di randagi, 16.000 nella sola Bucarest.

L’esito delle indagini sarebbe stato rivelato dall’associazione  Vier Pfoten e diffuso in Italia da Save The Dogs.

Quello che è più sconvolgente è la presenza dei microchip che sarebbero riferibili a due società che operavano nel luogo dell’incidente. Alcuni dei cani sarebbero stati ex randagi, poi intestati ad una delle società.

Bisogna ricodare come, nei mesi scorsi, si era parlato di un terreno non più in uso. Tra le altre ipotesi, c’era anche quella di un cane ex randagio, forse  lo stesso che aveva provocato la morte del bambino, che non doveva essere reimesso nei luoghi.

Le  indagini sarebbero state condotta dall’accusa incaricata dell’accertamento delle responsabilità sul grave incidente.

Save The Dogs, denunciò come a suo avviso la legge “ammazza-randagi” attendeva solo il momento propizio per essere varata.
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