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GEAPRESS – Il Parlamento rumeno ha approvato stamani la proposta inviata dalla Commissione competente, in merito alla “gestione” del randagismo canino. Il provvedimento, come già fatto presagire dalle parole dello stesso presidente rumeno, ha risentito dei recenti fatti di Bucarest, ove un bimbo di 4 anni, sfuggito al controllo della nonna, è stato ucciso da un gruppo di cani randagi.

La proposta di legge è stata approvata stamani intorno alle 11.30. Il punto, sicuramente il più tremendo, ora approvato è quello relativo all’uccisione dei cani dopo 14 giorni dall’accalappiamento. Save The Dogs, l’associazione impegnata da anni nella difesa dei randagi rumeni, ha seguito passo passo la votazione ed attualmente si sta verificando se è stato approvato anche l’altro emendamento che di certo farà discutere. Si tratta del divieto di reimmissione dei cani nel territorio. Da un punto di vista pratico, significa che i cani accalappiati potranno essere uccisi.

Nei giorni scorsi l’associazione Save The Dogs, aveva rilevato come il cane che si pensa essere responsabile della morte del bimbo, fosse in realtà un animale morsicatore reimmesso senza autorizzazione. Proprio a Bucarest e Costanza, ovvero le due città dove in massa sono avvenute le uccisioni di cani, si continua però  a registrare un alto numero di morsicature. Segno, questo, che tale politica non rende. Dove invece sono in corso le campagne di sterilizzazione ed adozione, i dati sulle morsicature riportano cifre  decisamente minori.

Da giorni, in Romania, sembra che in molti abbiano anticipato l’approvazione di stamani. Notizie ricorrenti di uccisioni e stragi con il veleno. Dopo i tragici fatti di Bucarest il presidente rumeno si era dichiarato favorevole all’uccisione dei cani. Detto e fatto.

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