GEAPRESS – Romania, nei pressi di Bârlad, a poche decine di chilometri dal confine moldavo. Gli accalappiacani entrano in azione il 13 gennaio scorso. Devono portare via una cagnetta. Interminabili minuti di terrore, con il povero cane che cerca di fuggire e gli inservienti che mettono in atto maldestri e ripetuti tentativi di cattura. La cagnetta si dispera, si dimena. Poi viene trattenuta in terra, messa sottosopra, infine sollevata per una zampa posteriore.

L’unica cosa efficiente e nuova di tutta la sequenza fotografica (vedi Video) pervenuta all’Associazione romena Help Azorel, è lo strumento per la cattura. Tutto il resto sembra primitivo.

Siamo in una zona rurale della Romania. Sono quelle meno controllate, che sfuggono spesso ai comuni canali della comunicazione. In questi luoghi è più probabile che, nonostante il formale rigetto da parte della Corte Costituzionale romena della legge ammazza randagi (vedi articolo GeaPress), le cose continuino ad andare per la loro strada. Ovvero in favore di metodi sbrigativi e violenti, come si vede già dalla tecnica messa in atto per la cattura del randagio. La cagnetta verrà uccisa il 24 febbraio. Una delle tante nelle svariate zone della Romania dove ogni giorno è un affanno, per uomini ed animali.

Eppure anche nelle situazioni più difficili operano i volontari. L’Associazione Help Azorel viene in possesso delle sequenza fotografica e denuncia il tutto. Non scagliamoci contro la Romania, faremmo un torto ai volontari che sono nati, vivono ed operano in quelle zone. In Romania, per ora, la legge ammazza cani è ferma. Ricordiamoci che in Italia c’è chi la vorrebbe per i nostri randagi, mentre l’Unione Europea sta a guardare. Non fa parte dei piani dell’Unione mentre i soldi per il benessere degli animali, sono stati dati agli allevatori (vedi articolo GeaPress).

Per chi invece ogni giorno protesta e chiede aiuto, l’Europa a volte è sorda.

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