GEAPRESS – Ripresi a Cernavoda, in Romania, gli accalappiamenti dei cani. Secondo i ben informati dietro questa decisione ci sarebbero le elezioni amministrative del prossimo giugno e la Sindaca, futura ricandidata, non si starebbe facendo scappare l’occasione di mettere in campo quanto di più populista ed anacronistico. Non un cane aggressivo ma, si sospetta, accalappiamenti a tappeto per accaparrare facili voti.

Cernavoda, per la Romania ed il problema dei cani randagi, non è un luogo come gli altri. Anzi, dal 2002, è sede di un importate centro di sterilizzazione gratuita per cani e gatti randagi messo a disposizione da Save The Dogs, l’Associazione presieduta dalla nostra connazionale Sara Turetta. A Cernavoda, con il tempo, è sorta una clinica veterinaria, un rifugio di cani ed un altro di asinelli. Nel caso degli asini, anche loro recuperati da situazioni disastrose che li avrebbero condotti alla morte, è in corso un progetto di onoterapia, in partnership tra Save The Dogs, la Fondazione Paideia e il Centro Don Orione della città di Voluntari. Bambini senza più genitori e portatori di handicap (vedi articolo GeaPress) che interagiscono con il timido e gentile equino, chissà perché fatto diventare un aggettivo per uomini ignoranti.

Tante attività, portate avanti in favore di un intervento ampio ed integrato con la società romena. Ieri sera l’ultima iniziativa in collaborazione con l’azienda Lush, alla quale era presente anche la moglie del nostro Ambasciatore in Romania. Poi la telefonata, a Cernavoda hanno ripreso gli accalappiamenti. E che accalappiamenti, poi. Personale armato di grossolane reti che avvolgono completamente il malcapitato cagnolino. Un lavoro, quello di Save The Dogs che rischia ora di andare distrutto. Secondo Sara Turetta proprio in quella città il randagismo è ridotto al minimo. Un atteggiamento, quello dell’amministrazione comunale, che non trova giustificazione. L’Associazione sta ora predisponendo una protesta da far pervenire alle autorità cittadine. La speranza è che la Sindaca ponga subito fine agli accalappiamenti e, aggiunge qualcuno, che non venga rieletta. Una campagna elettorale fatta con i cani, nel senso che saranno loro a pagarne il conto.

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