GEAPRESS – Il vero perdente è il Presidente Basescu con il suo partito. Domenica scorsa le urne hanno infatti consegnato la schiacciante vittoria al centro sinistra (59,36%), ovvero alla coalizione PSD-PNL.

Basescu, già da quando era Sindaco di Bucarest,  è stato l’iniziatore di quel processo che si è subito avviato con il massacro dei cani randagi della capitale romena. Iniziative che non sono mai venute meno sotto la sua Presidenza.  In Romania, tra l’altro, è accusato di avere alimentato una sorta di  “psicosi del randagio” grazie ad operazioni mediatiche costruite a tavolino.

Cosa potrebbe cambiare ora?  “Indubbiamente – riferisce a GeaPress Sara Turetta, Presidente dell’Associazione Save the  Dogs – vari deputati della coalizione ora vincente, si sono dissociati da tale politica, ma la situazione in Romania è più complessa“.

Basta notare, a questo proposito, come in molti casi i loro partiti si sono comportati in maniera schizofrenica proprio su come affrontare il problema randagismo.  In Romania, infatti, i Sindaci godono di un potere enorme e la linea data dal partito a livello centrale (su questo come su molti altri temi) viene spesso ignorata. Questo, soprattutto, quando il Sindaco ha paura di essere intaccato sul piano della popolarità.

Save the Dogs, da sempre impegnata nella difesa dei randagi e non solo, conosce bene gli effetti di questa discrasia   Basta ricordare al caso del Sindaco di Costanza, Radu Mazare, più volte contattato da Save The Dogs. La politica dell’eliminazione dei cani di strada andò avanti, nonostante le stesse pressioni che arrivarono dall’allora segretario del PSD Victor Ponta.

Sara Turetta, però, ricorda anche il caso di Daciana Sarbu, Europarlamentare fortemente impegnata nell’Intergruppo per il Benessere Animale e promotrice di una Dichiarazione Scritta importante sulla gestione del randagismo. A nulla sono valsi i tentativi di fermare il Sindaco di Mazare, così come di altri suoi colleghi, accusati di uccidere illegalmente decine di migliaia di randagi. Dietro, il sospetto di clientele che si arricchiscono con soldi pubblici. Per dirla tutta, il sospetto è che in tal maniera si possono pagare le campagne elettorali.

Dubito seriamente che le cose potranno cambiare – riferisce Sara Turetta – questo per la scarsa influenza del potere centrale sulle periferie. Ovviamente – ha aggiunto la Presidente di Save The Dogs – sarò felicissima di essere contraddetta qualora dovessi sbagliarmi“.

Quanto il nuovo Governo sarà interessato alla difesa dei randagi, si potrà capire a breve. In Romania, infatti, devono ancora essere definite le norme attuative  della legge quadro per la protezione degli animali n. 9/2008. L’iter parlamentare non era, infatti, arrivato al suo termine.

Se ciò avvenisse – conclude Sara Turetta – le associazioni avrebbero finalmente uno strumento chiaro per costringere le Procure a perseguire i sindaci ammazza-cani e uno strumento di pressione sulle municipalità“.

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