GEAPRESS – Certo che sentire l’Assessore del Comune di Roma con delega alla tutela degli animali Fabio De Lillo raccomandare a fine anno di non lasciare soli in casa cani e gatti (… per via dei botti) si rimane quanto meno perplessi. Lui entusiasta, che non lasciò sola la zebra dello zoo di Roma, partorire un nuovo recluso della cattività (vedi articolo GeaPress), ora si occupa di cani e gatti. E quelli dei campi nomadi?

Non vogliamo ovviamente che si prenda cura dei cani degli zingari, basterebbe solo che si occupasse di quelli abbandonati dal Comune dopo lo sgombero dei campi. Prima, queste operazioni, venivano seguite con una squadra specializzata, poi, però, fu smantellata dal Comune.

Via i campi abusivi e per gli animali, rispose l’Ufficio Diritti Animali ai volontari indignati, c’è (prima) una situazione confusa, poi, considerate le polemiche, ci si ricorda della competenza ASL che deve chiamare la ditta privata. Se qualcuno è a conoscenza di queste situazioni (aggiunge il Comune) lo faccia!

Ma come? Il Comune di Roma che ha fatto lo sgombero non si è accorto dei cani e dei gatti abbandonati? Il 15 dicembre lo sgombero, ma solo il 24 dicembre l’Ufficio Tutela Animali del Comune avvisa l’Associazione Volontari Canili di Porta Portese che stanno arrivando i cani (…presi, poi, dai volontari). Il tutto dopo che anche GeaPress (vedi articolo) aveva ripreso la denuncia dei volontari. Il tutto dopo che erano arrivate le incredibili risposte sulle … confusioni, e dopo che il Comune aveva infine annunciato che bisognava chiamare l’ASL.

Di De Lillo, all’ ex campo nomadi dei cani lasciati soli, non si è vista traccia, mentre i volontari, affluiti anche a seguito dell’appello lanciato da GeaPress, hanno lavorato alacremente. A coordinarli Patrizia Di Tullio che intervistammo proprio lo scorso 21 dicembre. Subito dopo l’ok del Comune, arrivano, nei canili romani, i primi cani. Anzi a precederli, sebbene di poco, due gatte prelevate il 26 dicembre, sebbene andate in stallo da amici animalisti. Poi, dal 28 dicembre, i primi sei cani al canile di Muratella. Altri tre il 30 dicembre e poi ancora il primo gennaio. Proprio il primo gennaio si riesce a prendere, dopo avere smontato un cumulo enorme di macerie, un cucciolo di un mese e mezzo.

Tutto concluso? No. In via della Martora (questo il nome del campo nomadi sgomberato lo scorso 15 dicembre) rimangono ancora alcuni cagnoloni. Sono forse troppo grossi per la Muratella ed il Comune parlava di cani di piccola e media taglia. Tra i “grandi” di via della Martore, alcuni presentano delle ferite causate dai vetri rotti sparsi tra le macerie della baracche abbattute dal Comune. Poi i resti di quattro gatti. Secondo i volontari li hanno sbranati i cani abbandonati e affamati. Gli altri trentacinque li hanno catturati i volontari, sono tutti in stallo presso animalisti. Il Comune non bada a loro e poi, hanno comunicato, quei gatti sono tutti sterilizzati. Sarà, però almeno quelli ancora da catturare non lo sono.

Patrizia ringrazia tutti. I volontari dell’ENPA e dell’associazione ASTA (quest’ultima ha pure preso alcuni cani), poi Rapid Dog Rescue, Musi Felici e l’Associazione di Torre Argentina. Per tutti quelli che invece hanno pensato di essere su un palcoscenico e denigrare il lavoro dei volontari, Patrizia tiene a precisare che … non ringrazia.

Per ora nell’ex campo nomadi di via della Martora rimangono alcuni cani e le gatte, sicuramente non sterilizzate. Tutto finito? Ovviamente no perché di cani abbandonati ce ne sono ancora in via Morselli, altro campo nomadi. Quello, però, è stato sgomberato a settembre …

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