GEAPRESS – Continua lungo la strada di un logorio di nervi, la situazione venutasi a creare nel parco canile Vitina, ex Poverello, di Roma. Il previsto intervento del Ministero della Salute che si sarebbe dovuto compiere congiuntamente all’ASL RMC è saltato. Sembra che vi sia stata una indisponibilità, da parte dell’ASL, ad eseguire il sopralluogo in una struttura che continua ad essere occupata dall’Associazione Volontari Canili Porta Portese. Il tutto dopo che il Comune di Roma ha disposto il trasferimento dei 130 cani presso altri canili.

Come se ciò non bastasse è saltata pure l’altra riunione, quella cioè auspicata per stamani in Commissione Ambiente del Comune e che, a giudizio della Presidente dell’AVCPP Simona Novi, poteva essere propedeutica ad una conferenza di servizi. Appuntamento, questo, che sarebbe più volte stato richiesto dalla Novi, senza però ottenere risposta.

“Invitiamo il Ministero della Salute a venirci a trovare e valutare così direttamente la nostra situazione – riferisce la Presidente dell’AVCPP Simona Novi – la loro presenza è autorevole e di sicuro super partes“. Il riferimento è probabilmente al comunicato diffuso dal Comune di Roma (vedi articolo GeaPress) che riferiva di gravi carenze nel rispetto della normativa, oltre che del pericolo inondazione Tevere. Fatto, quest’ultimo che potrebbe essere stato aggravato da una frana. Tutto, però, rispedito al mittente dall’AVCPP che invita altresì a cercare una frana che allo stato rimane un po’ avvolta dal mistero. C’è chi sostiene che di tale evento non vi sia traccia.

Nei giorni scorsi erano circolate delle voci, in attesa tutt’ora di conferma, sul fatto che i 10.000 metri quadrati che costituiscono la superficie del canile, potessero essere stati considerati per altro progetto. Di fatto nessuna smentita è finora arrivata. Quello che appare scontato, invece, è la situazione di stallo venutasi a creare.

Continuiamo a confidare nel Ministero della Salute – conclude Simona Novi – noi li aspettiamo“. Se la situazione però non dovesse cambiare, si vocifera tra gli occupanti, si valuteranno nuove forme di lotta.

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