GEAPRESS – Tanto per essere chiari uno dei cartelli è scritto in quattro lingue. Inglese, francese, tedesco ed ovviamente italiano, visto che siamo a Roma in piazza Gentile da Fabriano. “Io non posso entrare” recitano i cartelli apposti in quello che l’Associazione EARTH definisce un “fazzoletto” di giardino nei pressi del neonato “Ponte della Musica”.

Chi li ha messi? L’Associazione EARTH, che riferisce di avere ricevuto numerose segnalazioni da parte dei residenti, non ha dubbi: il Comune di Roma. Solo che così facendo avrebbe non solo trasgredito il Regolamento comunale che non dispone tali limiti, ma il Comune potrebbe anche avere violato l’obbligo di indicare, negli stessi cartelli, il numero dell’Ordinanza comunale che li ha imposti. Ordinanza, lascia intendere sempre EARTH, che potrebbe non esserci.

Il divieto di ingresso ai cani nei parchi pubblici e nelle aree verdi deve essere disposto mediante Ordinanza Sindacale ed i cartelli ne devono recare il numero – spiega Valentina Coppola, Presidente di EARTH – nel caso di specie i cartelli sono privi di qualsiasi fondamento di legge, visto che il Regolamento Comunale di Roma permette l’ingresso dei cani in ogni luogo, purché condotti al guinzaglio, ad eccezione delle aree gioco per bambini”.

EARTH ricorda inoltre che qualora una Ordinanza preveda tali divieti è ormai facilmente impugnabile al TAR.

Nei Comuni che hanno emanato Ordinanze di divieto di ingresso ai cani nelle aree verdi – spiega infatti Valentina Coppola – abbiamo impugnato le Ordinanze dinanzi al TAR che ci ha dato sempre ragione“. Secondo EARTH se una persona conduce il cane al guinzaglio ed ha con sé gli strumenti per la raccolta delle deiezioni, è illogico proibirgli di transitare nei parchi col proprio cane. Anzi, si crea così un problema di corretta socializzazione degli animali. “Non vorremmo – ha concluso la Presidente di EARTH – che Roma Capitale avesse pensato bene di ovviare al problema saltando l’ordinanza ed apponendo direttamente i cartelli”.

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