GEAPRESS – Per rintracciarla erano stati affissi, per le strade di Roma, 10.000 volantini. I volontari dei canili, la Polizia Municipale, pure gli autisti AMA ed ATAC. Poi, il cinque settembre scorso, alle 4.00 del mattino, Clelia è morta. Un treno, senza colpa, tra la Stazione Tiburtina e Nomentana. Il macchinista l’ha avvistata in curva. Pioveva. Il treno abbaglia, mette in azione la sirena.

Niente da fare. La morte, per Clelia, sopraggiunge così. Presa di fianco. Accasciata per terra. Così è stata trovata dall’Associazione Volontari Canile di Porta Portese, avvisata dallo stesso macchinista che aveva riconosciuto quella cagnolona dal mantello biondo nei volantini che avevano invaso Roma.

Sembrava che dormisse – riferisce Simona Novi, Presidente AVCCP – bella come sempre“.

Clelia non aveva mai vissuto da randagia. Era arrivata in canile nel 2005, dopo la morte del padrone. Aveva vissuto con lui i primi cinque anni della sua vita. Il carattere dolce ed allegro aveva intenerito tutti e Clelia era così diventata la mascotte del canile comunale Ponte Marconi. Nel giugno di quest’anno Clelia trova adozione. Il venti agosto, però, scappa. Forse una sbadataggine. Clelia, per la prima volta, a dodici anni è randagia. La sua scomparsa, subito comunicata, getta nella disperazione la sua famiglia ed i volontari del canile. Le ricerche iniziano subito. Trepidanti, senza un attimo di tregua. I volantini, gli appelli, il coinvolgimento della Polizia Municipale e del personale in servizio sui mezzi di trasporto pubblici. Ogni segnalazione riapre la speranza, seguita, poi, dalla delusione di non averla trovata. Come lo stesso posto dove Clelia è morta. I volontari erano stati nei luoghi appena il giorno prima. A non più di cinquanta metri dove poi è stata trovata. Aveva perso una quindicina di chili.

Mi amareggia un po’ – riferisce Simone Novi a GeaPress – che nessuno, tra i segnalanti, abbia trattenuto Clelia. Voglio pensare oltre e ricordare a tutti – riferisce la Presidente di AVCPP – che l’Amministrazione Comunale ha reintrodotto la lista d’attesa. Ora, anche per i cani non microchippati, c’è una speranza“.

In pratica, fino al 2008, vigeva a Roma un elenco sulla disponibilità per i cani da poter ospitare nei canili. Poi venne abolita, e l’accesso è stato consentito solo ai microchippati, o ai cani bisognosi, come nel caso degli incidentati.

Da agosto non è più così – precisa Simona Novi – per fortuna. Chiediamo al massimo qualche giorno per trattenere il cane trovato, sempre che non abbia bisogno di cure. Poi ci pensiamo noi, appena si libera un posto“.

Clelia non c’è più. Ma da oggi i cani di Roma saranno dotati di un collare. Clelia era microchippata, ma senza collare era diventata invisibile. Tutti l’avevano scambiata per una randagia e solo chi l’aveva riconosciuta nei volantini affissi, aveva avvisato la struttura comunale. Per 16 giorni ha vagato nella zona nord di Roma. In pratica l’ha attraversata tutta. Le segnalazioni hanno permesso di ricostruirne quasi l’intero tragitto. Poi la ferrovia e Clelia è finita.

Il microchip – continua Novi – è fondamentale ma ha un difetto: è invisibile ad occhio nudo. Per questo abbiamo deciso che, da oggi in poi, tutti i cani che daremo in adozione nelle strutture comunali usciranno dai nostri canili non solo con un collare al collo, come facciamo da anni, e la medaglietta che regaliamo agli adottanti, ma anche con una targa speciale con sopra i numeri del canile della Muratella. Il messaggio che vogliamo dare è duplice: mai più cani senza collare e senza medaglietta. Insieme al microchip, è il collare il modo migliore per indicare agli altri che quel cane ha una famiglia ed è una anomalia vederlo aggirarsi da solo in strada. E poi, messaggio ancora più importante, mai girarsi dall’altra parte. Occorre sempre aiutare una creatura in difficoltà. Se malato, ferito e microchippato può entrare subito a Muratella. Ma anche in altro caso, da quando è stata finalmente riattivata la “lista di attesa”, il cittadino può salvare dalla strada un semplice cane vagante: il cane verrà inserito nella lista d’attesa ed il cittadino verrà chiamato appena si libera un “posto cane” in canile. In questo modo, il cittadino sa di poter veramente contare sul canile e sulle istituzioni pubbliche”.

Per aiutare un cane vagante, queste le coordinate: dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.00 alle ore 19.00, ed il sabato dalle ore 8.00 alle ore 13.00, telefonare allo 06 67109550, centralino della Muratella che attiverà il servizio veterinario competente per territorio e di conseguenza la ditta privata incaricata del prelevamento degli animali (attenzione, il centralino ha una linea telefonica unica collegata alla Rete Telefonica Campidoglio: quando squilla libero vuole dire che è invece occupato, quindi occorre riprovare).

Nei giorni festivi e fuori tali orario, occorre chiamare lo 060606 che analogamente attiverà il servizio veterinario competente per territorio e di conseguenza la ditta privata incaricata del prelevamento degli animali.
Se si trova o si smarrisce un cane, contattare l’Ufficio Ritrovamenti e Smarrimenti AVCPP del canile comunale Muratella scrivendo a persioritrovati@iolibero.org

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati