GEAPRESS – E’ ancora emergenza nell’area della periferia orientale di Roma tra via della Martora e la via dei Parchi, dove lo sgombero di un campo rom disposto dal Comune, il 15 dicembre scorso, ha lasciato a languire una quindicina di cani e una ventina di gatti senza cibo e senza un riparo (vedi articolo GeaPress). In loro soccorso si sono mossi solo singoli cittadini romani volontari, che stanno cercando di portarne in salvo il più possibile: sinora sono stati raccolti 15 gatti, per i quali si cercano stalli o adozioni urgenti, mentre altri 4 sono stati trovati morti, con addosso le ferite dei morsi inferti dai cani affamati, che sono ancora sparsi sul territorio e tuttora inavvicinabili.

L’Ufficio Diritti animali ha esordito, dopo la denuncia pubblicata su GeaPress, con una prima risposta ove afferma che sul posto vi era una (presunta) situazione sostanzialmente un po’ confusa. (?). La competenza è dell’ASL, ed a loro, sempre secondo il Comune, ci si deve rivolgere per l’intervento della società privata di accalappiamento. STOP. Poi, forse pensando che allo sgombero c’era anche il Comune …., arrivano le risposte meno confuse. Maggiore attenzione per i cani di piccola taglia e per i gatti, che sono sterilizzati (?). I cani di grande taglia, evidentemente attenderanno.

Quello che però a nostro avviso sarebbe necessario è l’assistenza in loco. Non costa poi molto anche perchè, ancora una volta, stanno provvedendo di tasca loro i volontari. A giudicare dalle mail di aiuto che stanno arrivando a GeaPress (info@geapress.org) non dubitiamo, infatti, che il buon cuore dei cittadini cercherà di sopperire al disinteresse dell’ente pubblico. Ci preoccupa, invece, la lontananza dal problema di chi, al di là di più o meno rinnegate competenze, un saltino in loco poteva anche farlo. All’indomani della denuncia su GeaPress è coinciso che gli operai del Comune sono andati a chiudere al transito veicolare le strade di accesso all’ex campo nomadi. Il risultato è stato che i volontari si sono dovuti caricare in spalla i sacchi di mangime. Non è ovviamente una ritorsione, non ce ne sarebbe stato neanche il tempo. Un coordinamento delle varie forze, però, avrebbe semplicemente evitato la “pesante” complicazione.

Se fosse rimasta in piedi la squadra antiabbandoni e antimaltrattamento, smantellata dal Comune, qualche problema poteva essere evitato. Anche perché fino al 2008 la squadra agiva negli sgomberi e nei sequestri di concerto con la Polizia. Si deve prendere invece atto della sconcertante risposta via email inviata ai tanti che dopo la denuncia pubblicata su GeaPress, hanno scritto all’Ufficio Tutela e Benessere degli Animali di Roma. Il responsabile Marcello Visca non si impegna a farsi carico direttamente della responsabilità che gli spetta e ribadisce che non ci sarà alcun intervento diretto da parte di competenti sul territorio, ma si limita ad affermare la disponibilità del canile sanitario della Muratella ad accogliere gli animali eventualmente catturati da parte dei volontari ….. che nel frattempo continuano a proprie spese a recarsi nell’area e sfamare gli animali.

Sulla vicenda ieri è intervenuto Andrea Cristofori, della LAV romana, il quale annuncia un dossier sulla malagestione animale della giunta Alemanno che sarà divulgato a gennaio. “A via della Martora sta avvenendo l’ennesima omissione da parte del Sindaco di Roma – dice Cristofori – che è direttamente responsabile (per l’art.3 del Dpr 1979, n.d.R.) della sorte dei randagi rimasti abbandonati dopo lo sgombero. La giunta in carica ha smantellato la macchina che si era messa in moto negli anni passati intorno all’Ufficio diritti animali e dichiarato guerra a tutte le realtà di volontariato della Capitale che oggi sopperiscono per senso di responsabilità alle gravissime mancanze dell’amministrazione comunale.” Per questo la LAV si riserva di adire al più presto alle vie legali, dopo numerose diffide già presentate alle avvocature del Comune, per rendere giustizia agli animali romani per i quali si sono sgretolate, una ad una, le tutele conquistate negli ultimi anni. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).