GEAPRESS – Continua l’occupazione del parco canile Vitina, ex Poverello, di Roma. Lo comunica l’Associazione Volontari Canile di Porta Portese che ieri mattina, bloccata la strada di accesso, ha occupato la struttura che allo stato attuale ospita 130 cani. Secondo quanto comunicato ieri dal Comune di Roma, i cani dovrebbero però essere trasferiti nelle strutture comunali e convenzionate di Villa Andreina, Vallegrande ed ex cinodromo. Questo perché, secondo il Dipartimento Ambiente di Roma capitale, va garantita la sicurezza dei lavoratori dal rischio piena Tevere, oltre che valutare l’ipotesi (il termine è sempre del Comune di Roma) di uno sversamento dei liquami nel Tevere. Nessun cenno invece sulle voci circolate su un progetto ipotizzato per i luoghi e che potrebbe riguardare la stessa protezione civile.

Ad ogni modo gli operatori del canile mantengono lo stato di assedio e ieri hanno ricevuto la visita sia della Polizia Municipale che dei Carabinieri che hanno provveduto ad identificare la Presidente dell’Associazione, Simona Novi.
L’AVCPP, dal canto suo, respinge i riferimenti sia alla piena del Tevere che ai liquami. Il canile si trova in effetti vicino alla sponda del Tevere, ma su un piano rialzato di circa trenta metri. Sulla sponda opposta, poi, i terreni sono pianeggianti e protetti da un argine distante 200 metri. L’acqua, cioè, avrebbe tutto lo spazio per sfogare l’impeto di una piena.

Per il Comune, però, è ormai improrogabile il trasferimento dei cani. Anzi, la recente piena del Tevere, dice sempre il Comune, “ha reso impraticabile una parte dei locali e compromesso gravemente l’argine del fiume che costeggia il canile“. Per l’AVCPP, però, il Comune “è stato evidentemente male informato: mai nessuna piena del Tevere, tantomeno l’ultima, ha creato danni alla struttura che si trova a 30 metri sopra il livello“.

Due posizioni totalmente contrapposte, dunque che così rimangono anche sul tema degli scarichi. Se per il Comune di Roma “nel gennaio scorso, furono rilevate carenze igienico sanitarie dovute principalmente alla storica assenza dei collegamenti al collettore fognante” tanto da determinare (sempre ad avviso del Comune) la chiusura della struttura, per l’Associazione Volontari Canili di Porta Portese le cose non stanno così. In un loro comunicato, infatti, precisano come la situazione fognaria della struttura “non crea alcun disagio dal momento che esiste una rete fognaria privata che confluisce in serbatoi specifici e che sono previste all’interno altre forme di raccolta delle deiezioni, metodologie perfettamente a norma e praticate in tutti i parchi canile d’Italia“. Metodologie che avrebbero avuto i necessari pareri fin dal giugno 2007. Nessuno sversamento abusivo nel Tevere, quindi, o procedure non a norma. Anzi, circa le informazioni che, secondo il Comune, sembrerebbero essere state rilevate dal Ministero dell’Ambiente, l’Associazione precisa che il Ministero non ha mai visitato il parco canile.

Opposte tesi anche sulle opere ordinarie. Sostenute, secondo il Comune. Mai viste, secondo l’Associazione. Circa la paventata frana, si invita a cercarla … (dicono dal canile).

Dunque occupazione ad oltranza ma con qualche novità. Sembrerebbe infatti essere pervenuto qualche segnale dalla Commissione Ambiente del Comune di Roma. “Un fatto positivo – commenta Simona Novi, Presidente dell’AVCPP – ma che deve ancor più condurre ad una conferenza di servizi, da noi più volte chiesta“. In tarda mattinata previsto anche un sopralluogo del Ministero della Salute.

Un piccolo particolare. Sullo stesso livello del canile, insiste non solo la stessa strada del mare, ma anche molti degli edifici del quartiere Vitina. Si trovano proprio dalla parte opposta della stessa strada che conduce ad Ostia. Possibile che solo i cani siano a rischio esondazione?

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