GEAPRESS – Si era recato il primo febbraio a vedere Lazio – Milan allo stadio Olimpico. Ore 20.45, tutto è pronto. Il clima è frizzante ma tutto poteva aspettarsi eccetto che di lì a non molto su di lui sarebbe cascata una vera e propria doccia fredda. R.C., questo il nome del tifoso che da trent’anni frequenta l’Olimpico, non ha mai avuto problemi. Il suo posto è addirittura nelle tribuna d’onore. Quella sera porta con lui un lenzuolo di casa. Aveva scritto sopra  “stop al massacro per gli europei 2012“.

R.C. si sistema nel posto  a lui riservato e stende a questo punto il lenzuolo. Vuole far vedere il suo messaggio, come altri sono apparsi in giro per gli stadi italiani, a seguito dei veloci tam tam circolati in questi giorni sulle proteste da attuare dopo i massacri di cani randagi in Ucraina.

Pochi istanti dopo, però, si presentano subito gli steward. All’Olimpico non si può, disposizioni superiori. Uno scambio di opinioni cortesi ma R.C. rimane incredulo. Per questo accetta di farsi accompagnare presso il posto di Polizia. Qui, però, gli viene contestata una sanzione di 172 euro. All’Olimpico non si può esporre null’altro che non sia strettamente attinente alla partita. Poi, fanno notare, la scritta è in colore rosso. E’ il sangue dei cani, dice R.C. Ed invece il rosso è un colore politico, come il nero, motivo per cui all’Olimpico si può solo esporre solo in verde e in azzurro.

I poliziotti, riferisce sempre il tifoso, sembrano quasi solidarizzare per la nota vicenda dei cani. Per questo, forse, non viene allontanato dalla stadio. Se però pecca di nuovo, la mannaia dell’espulsione dallo stadio sarà inesorabile. 

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