GEAPRESS – Tra via della Martora e via dei Parchi. Sembrerebbe di essere all’interno di un Parco Nazionale ed invece siano nell’ex agro romano, periferia orientale di Roma a due passi dal grande raccordo anulare. Via dei Parchi è in realtà l’ A24 Roma – Teramo, mentre via della Martora è un tracciato solo in parte asfaltato tra micro orti, autostrada che passa tra palazzoni ed un area commerciale. Ci sono, anzi c’erano, gli zingari del campo nomadi trasferiti dal Comune nei campi autorizzati, ovviamente tra mille ritardi, polemiche, manifestazioni e contromanifestazioni. Infine, il quindici dicembre, il Sindaco Alemanno dichiara che lo sgombero è finito ed al quartiere è stato cambiato volto, a dimostrazione che “stiamo facendo sul serio”.

Tutti andati dunque, solo che il Comune non ha previsto che nei campi nomadi abusivi da trent’ anni, forse non ci abitavano solo i nomadi. Ma il Comune fa sul serio e lascia in un cumulo di macerie una quindicina di cani di tutte le taglie ed almeno una ventina di gatti. Non sanno dove andare e non hanno neanche un abbozzo di tetto dove ripararsi quando piove o addirittura nevica, come successo la scorsa settimana. Li vedi bagnati raspare tra le macerie in cerca di un riparo. Sono smagriti e affamati.

C’è pure un cucciolone ferito ad una zampa e due micetti smagriti purtroppo scomparsi nel nulla – dice a GeaPress Patrizia Di Tullio, una volontaria che sta cercando di darsi da fare per salvare almeno alcuni di loro – Alcuni mici hanno una infezione agli occhi. Stiamo cercando di prenderne alcuni, ma per portarli dove?“.

I cani non si lasciano avvicinare e si trascinano come fantasmi tra le macerie sotto la pioggia. “Solo due – aggiunge Patrizia – siamo riusciti ad avvicinarli, ma ad ogni modo è una situazione drammatica. Avrebbe dovuto pensarci il Comune“.

Patrizia cerca aiuto, sia per la collocazione degli animali, prima che sia troppo tardi, che per bisogni ancora più immediati, quali, ad esempio, riuscire a portare il cibo per gli animali.

Manca ogni minimo riparo, pensi che abbiamo ricavato una sorta di punto di alimentazione dentro una vecchia vasca da bagno. E’ una situazione penosa che peggiora giorno per giorno” – dice Patrizia.

Una situazione incredibile, anche sotto il profilo sanitario. Sembra quasi il frutto di un decisionismo fanfarone che strada facendo, oltre alle macerie, si scorda di provvedere a chi, senza diritto alcuno di cittadinanza e senza essere stato fotosegnalato (tanto non doveva essere trasferito), è venuto più facile dimenticare tra le smagliature di una burocrazia spesso impreparata ad affrontare le più comuni esigenze quotidiane.

Come dare da mangiare ad una quarantina (… forse) di animali, rimasti orfani di tutto, anche di un tetto? Per chi volesse dare un aiuto, o mettersi in contatto con i volontari GeaPress mette a disposizione la sua mail info@geapress.org .(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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