GEAPRESS – Gli agenti della Polizia Provinciale di Rimini, impegnati ieri mattina in un servizio di vigilanza nel Comune di Mondaino (RI), avrebbero visto dapprima un solo cane. Quindi, avvicinatisi a quel terreno parzialmente recintato, la scoperta. Ben nove cani maremmani adulti, tutte femmine, legate a catena.

Al momento dell’intervento i cani erano sprovvisti di riparo, così come non erano presenti ciotole per acqua e cibo. Le cagne erano esposte alle intemperie e costrette a vivere su un terreno fangoso. In terra, poi, scarti di macelleria (ossa e cotiche) in mezzo al fango e alla sporcizia.

In alcuni casi, sottolinea il Comandante della Polizia Provinciale Maurizio Guidi, le catene si erano arrotolate agli alberi, lasciando la disponibilità di pochi centimetri e costringendo i cani, di fatto, all’immobilità. Non è dato sapere quante volte gli animali fossero visitati dal loro detentore. Sta di fatto che il 38enne denunciato dalla Polizia Provinciale per maltrattamento di animali risulta residente in provincia di Pesaro.

Stante quanto riferito dalla Polizia Provinciale di Rimini l’uomo non avrebbe dato spiegazioni sul perché della detenzione delle nove cagne. Una sorta di allevamento secondo gli inquirenti. Ma è ancora in fase di accertamento se le cagne fossero potenziali fattrici.

Sul posto è stato allertato immediatamente il servizio veterinario della locale Ausl che, svolti i dovuti accertamenti, non ha potuto far altro che constatare e confermare l’effettivo stato di degrado degli animali.

I cani, tutti sprovvisti di microchip, sono stati posti sotto sequestro. Al detentore sono state imposte le prescrizioni della Ausl, in attesa di una sistemazione presso il canile di Riccione ed eventuale adozione.

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