GEAPRESS – Secondo l’eurodeputato Andrea Zanoni (IdV), vice Presidente dell’Intergruppo sul Benessere degli Animali al Parlamento europeo, le spese veterinarie inserite nel cosiddetto redditometro non solo rappresentano un procedimento ingiusto ma rischiano di incentivare il fenomeno del randagismo. Si tratta, come è noto del cartello di spese che il Governo ha deciso di considerare tra gli indici di ricchezza. Una misura anti evasione, che però non può equiparare un oggetto di lusso, o comunque indicativo di un possibile tenore di vita, ad un essere senziente quale quello che l’articolo 13 del Trattato di Lisbona riconosce agli animali.

Gli animali – ha dichiarato l’On.le Zanoni – hanno diritto alla tutela e alla salute senza nessuna tassa aggiuntiva”.

Una proposta penalizzante per milioni di cittadini. A pensarla così, oltre all’On.,le Zanoni, sono altri 12 europarlamentari italiani che lo scorso 29 febbraio hanno inviato una lettera al Sottosegretario alla Salute Elio Cardinale affinché vengano tolte le spese veterinarie dal redditometro. Si tratta dell’On.le Cristina Muscardini, Niccolò Rinaldi, Roberta Angelilli, Gianni Pittella, Erminia Mazzoni, Amalia Sartori, Paolo Bartolozzi, Salvatore Iacolino, Marco Scurria, Patrizia Toia, Gianluca Susta e Licia Ronzulli. Secondo i tredici europarlamentari “insistere sulla proposta sarebbe ingiustamente penalizzante per milioni di cittadini e potrebbe portare ad un aumento dell’abbandono, con rischi e costi sanitari, togliendo ogni valore ai risultati ottenuti nella lotta al randagismo di questi ultimi anni”.

In Italia milioni di persone che vivono con un animale domestico sono già sotto pressione per la crisi – conclude Zanoni – Considerare loro ricchi quando non si è voluto proseguire con la patrimoniale sarebbe oltre un danno anche una beffa”.

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