GEAPRESS – Le Associazioni aderenti alla Federazione presieduta dall’On.le Brambilla, hanno espresso soddisfazione per l’impegno promesso dal sottosegretario alla Salute Cardinale nel corso della recente presentazione dello spot RAI contro gli abbandoni. “Le associazioni, già coinvolte dal Governo nella task force sulla materia – ha diffuso in un suo comunicato la Brambilla – riservano, inoltre, grande apprezzamento per il proficuo dialogo già avviato all’interno del tavolo permanente istituito tra la Federazione e lo stesso Ministero. Proprio nel corso dell’ultima riunione sono state individuate alcune iniziative utili per combattere il randagismo: il rafforzamento degli strumenti a disposizione delle amministrazioni locali e un’intensa campagna di sensibilizzazione dei cittadini“.

Il Ministero, però, ha diffuso dati virtuali sul randagismo (vedi articolo GeaPress) ottenuti estrapolandoli da quelli di una stima del 2006, con gli incompleti pervenuti ora dalle Regioni. Un po’ come la bolletta della luce ottenuta dai consumi dell’anno passato, solo che nel caso dei cani il conteggio viene fatto senza alcun contatore certo. Sia passato che, ancor meno, futuro.

Ancor peggio andiamo sul fondo randagismo, ovvero quello che dovrebbe finanziare la prevenzione, ivi compresa, si presume, la sensibilizzazione. Più che di una falcidia si tratta di una estinzione, visto che è stato ridotto di quasi il 93%. Dato, questo, poco o nulla messo in evidenza. In pratica l’Italia affronta il problema del randagismo con una cifra che forse andrebbe bene per una piccola regione come il Molise, ovvero 250.000 euro. Facile immaginare che tale clamoroso insuccesso si trasformerà in nuove elargizioni che dalle Amministrazioni locali affluiranno verso i canili privati convenzionati, oltre che alle continue tassazioni alle quali i volontari di strada si sottopongono per sterilizzare e microchippare i randagi. Viene da chiedersi a cosa serviranno quei pochi soldi distribuiti per prevenire il dilagante randagismo italiano.

Quello che in realtà parrebbe essere successo è la decisione, in periodi di tagli al bilancio, di eliminare spese già ritenute inutili, come ad esempio, il benessere animale.

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