GEAPRESS – Sono tante le storie di randagi che Andrea Cisternino sta facendo conoscere al mondo intero. Tra queste c’è quella di Belka, una cucciola che è davvero miracolata non solo perché scampata ad un incendio e due avvelenamenti ma anche perché verrà adottata in Italia.

Di lei si prenderà cura Davide Battistini, l’attivista animalista che ha fatto lo sciopero della fame per chiedere, alla Regione Emilia Romagna, una legge che vietasse la catena ai cani. Una protesta attenta e puntuale che Battistini continua ancora oggi dopo l’approvazione della norma da lui giudicata  inadeguata (vedi articolo GeaPress).

Belka, ci racconta Andrea Cisternino, è una cucciola di Kiev, figlia di un randagio e di una pit bull. La sua mamma è stata utilizzata a lungo nei combattimenti fra cani finché un giorno, a causa della perdita di un incontro, è stata punita in una maniera che si stenta a credere. Le hanno cavato gli occhi. La povera cagna, ormai cieca, è sopravvissuta ed ora vive con una signora che si è presa cura di lei.

Belka è stata decisamente più fortunata. Durante gli Europei di calcio 2012, il volontario Piotr l’ha accolta fra i suoi randagi, per proteggerla così dai dog hunters. Piotr aveva costruito delle casette per riparare dal freddo i cani ai quali badava. Proprio quei piccoli ricoveri, divennero però delle trappole per uccidere i cani. Belka, insieme ad altri quattro cuccioli, venne chiusa in una di queste casette alle quali gli aguzzini appiccarono il fuoco. La cucciola fu l’unica a salvarsi, ma porta ancora oggi i segni delle bruciature.

I pericoli non erano però ancora finiti. Già scampata ad un avvelenamento, Belka è riuscita a salvarsi anche alla strage che circa un mese addietro ha sterminato, con veleno e coltelli, i randagi di Piotr (vedi articolo GeaPress).

Andrea Cisternino ha raccontato la storia incredibile di questa cucciola a Davide Battistini durante il suo soggiorno in Italia. E così Belka, che adesso ha un anno e mezzo, arriverà presto in Italia.

Intanto, buone notizie arrivano da Kiev. Dopo le minacce rivolte direttamente ad Andrea Cisternino, i volontari di strada hanno trovato il coraggio di denunciare alla Polizia le stragi di randagi e i dog hunters. Un fatto assolutamente nuovo ed importante che aggiunto all’annuncio del Sindaco di Kiev di pochi giorni addietro (vedi articolo GeaPress) fa comprendere come si stia davvero muovendo qualcosa in terra ucraina.

Avevo tre progetti – riferisce a GeaPress Andrea Cisternino – uno era avere il terreno per costruire un grande rifugio per i randagi, il secondo era costituire un’associazione per unire tutti i volontari di strada e l’ultimo era di eliminare il fenomeno dei dog hunters. Per tutti e tre i progetti siamo sulla buona strada. Sembra che si stia aprendo un cielo azzurro per i randagi e per i volontari ucraini. Forse potrò finalmente gioire anche se dovrò tutelarmi ancora di più”.

E proprio domani Cisternino andrà a firmare per la concessione del terreno di circa 20.000 mq datogli in affitto dal Comune di Kiev per 25 anni. In questo terreno, Andrea costruirà il suo “Rifugio Italia”, un luogo che accoglierà i randagi e non solo. Infatti, vi lavoreranno quattro “randagi umani”, come lo stesso Cisternino li ha definiti, quattro clochard (alcuni dei quali hanno conosciuto anche la prigione) che vogliono cambiare vita. Un progetto, quindi, di sostegno a chi ha bisogno, sia esso umano o animale.

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