GEAPRESS – Quando si dice l’Europa delle lobby. Gli europarlamentari possono anche parlare di politica, ovvero delle scelte da adottare per la nostra società, ma poi vi sono anche quegli organismi non elettivi, quali Consiglio e Commissione, non direttamente collegati alla volontà popolare.

In tale contesto, forse, si può inserire la risposta pervenuta da John Dalli, Commissario Europeo per la Salute e la Politica dei Consumatori a nome del Presidente Barroso, a proposito dei randagi europei (SCARICA LA RISPOSTA). Proprio nei loro confronti l’On.le Alfano si era fatta promotrice di una lettera per sollecitare l’emanazione di una normativa europea sulla gestione del randagismo, utile a garantire il pieno rispetto dei diritti dei cani e dei gatti (vedi articolo GeaPress). Proprio di pochi giorni addietro, inoltre, la posizione scritta del Parlamento europeo che ha approvato la dichiarazione scritta n. 26, ove si “chiede agli Stati membri di adottare strategie globali di gestione della popolazione canina che prevedano misure quali il controllo della popolazione canina e leggi anti-crudeltà, il sostegno alle procedure veterinarie, comprese la vaccinazione antirabbica e la sterilizzazione”. Il riferimento diretto era proprio nei confronti di alcuni paesi membri dei quali è nota la pessima gestione del randagismo. Le perreras spagnole e le scelte canicide della Romania (vedi articolo GeaPress).

John Dalli (del quale ci ricordiamo ancora del suo, molto, anticipato annuncio del rinvio della scadenza sui test cosmetici) non lascia ora spazio a molte speranze, e la cosa grave è che lo dice a nome di Barroso. Sebbene il Trattato di Lisbona consideri gli animali come esseri “senzienti”, non esiste, secondo lui, una base legale che consenta di intervenire sull’argomento. La scelta, perciò, è dei singoli Stati (sic!) Il Commissario è consapevole della sensibilità dell’opinione pubblica, ma ribadisce che la gestione dei cani randagi non rientra tra le competenze dell’Unione. Ritiene, pertanto, difficile che la Commissione possa prendere delle iniziative in tal senso.

Inutile dire – ha dichiarato l’On.le Sonia Alfano a GeaPress – che la strada da fare è ancora lunga, le uniche risposte istituzionali credibili che la Commissione e gli Stati membri possono fornire consistono in atti legislativi concreti. La pressione politica e dell’opinione pubblica – ha aggiunto l’On.le Alfano – è fondamentale per dimostrare che continueremo a batterci per la non violenza e per il rispetto dei diritti degli animali in Europa, fino a quando non vedremo un approccio civile e rispettoso nella gestione del randagismo”.

Unico aspetto positivo della risposta di Dalli, come sottolinea la stessa On.le Alfano, è il fatto che il Commissario o segnali come la Commissione, nell’elaborazione della strategia per il benessere animale 2011-2015, terrà in dovuta considerazione la lettera degli europarlamentari, i quali, chiamando in ballo la pessima gestione del randagismo in alcuni paesi europei, si erano fatti portavoce del sentire comune di milioni di cittadini dell’UE. Randagi spagnoli e romeni, incrociate le dita.

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