GEAPRESS – L’Ordinanza contingibile ed urgente concernente misure per l’identificazione e la registrazione della popolazione canina  6 agosto 2008
(G.U.20 agosto 2008) è stata  prorogata di 24 mesi.
I 24 mesi appena trascorsi non sono bastati, alle nostre Regioni, ai nostri Sindaci, ai servizi veterinari ASL per applicare una norma sicuramente molto semplice!
In molte Regioni è veramente un’impresa applicare un microchip ad un cane;  i microchips, poi,  spesso e volentieri sono negati ai veterinari privati.

Se il randagismo in Italia, a 19 anni dalla promulgazione della L.Q. 281/91, è ancora un’emergenza lo si deve in buona parte all’indolenza di chi ci amministra, di chi dovrebbe adoperarsi sul territorio per compito d’istituto. Facile ignorare, facile delegare ai tanti volontari, che dovrebbero occuparsi di “coccolare” i randagi e non di sobbarcarsi cure, sterilizzazioni, interventi di pronto soccorso. Facile spendere milioni e milioni di euro nel business del randagismo.

Al Sottosegretario Martini, i volontari animalisti rivolgono un appello:  va bene prorogare un’Ordinanza, lodevole nei contenuti, ma da oggi allontaniamo tutti quei lavativi che “lavorano” per far fallire il progetto di contenimento del randagismo; allontaniamo dal “servizio” tutti quei funzionarii che in merito all’Ordinanza replicano “è solo un’ordinanza!”;  poniamo dei limiti all’industria del business randagismo; diamo indicazione ai Sindaci di istituire la figura del cane di quartiere e di “spiegarla ai cittadini; e, per finire, i microchips “devono” essere disponibili in ogni ambulatorio veterinario, così come ogni ambulatorio privato deve essere autorizzato, e convenzionato, per la sterilizzazione dei randagi.

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