GEAPRESS – Nuovi avvelenamenti di animali. Ad essere colpiti sembrerebbero ancora una volta i cani. Forse però una eventuale casistica sarebbe viziata dal fatto che sono proprio i cani quelli che più di frequente vengono colpiti dal veleno nelle zone densamente abitate. Per questo è facile averne comunicazione.

Una quindicina di animali, in poco più di una settimana, tra Vittorio Veneto (TV) e San Cipriano Piacentino, in provincia di Salerno. Cani randagi e cani padronali, egualmente colpiti da quello che si presuppone essere un principio attivo utilizzato in prodotti di sintesi ad uso agricolo.

La città dove però ancora una volta si ricorre in maniera incredibilmente frequente agli avvelenamenti è Piazza Armerina, in provincia di Enna. In poco più di un anno sono oltre un centinaio i cani uccisi. Un lumachicida, in particolare, ma anche cocci di vetro inseriti in polpette di carne e, in alcuni casi, poveri animali centrati da colpi di fucile. Circa ottanta cani solo nel 2011. Contando quelli di quest’anno, a breve si supereranno i cento.

L’elenco 2012 inizia giorno 16 febbraio con un primo cane morto nei pressi dell’Ospedale Chiello. Poi, domenica 26 febbraio, si alza il tiro. Due cuccioloni nel Villaggio San Marco. Uno dei due era l’ultimo rimasto di una numerosa cucciolata. Degli altri non si sa più niente. Nei luoghi un alto numero di bocconi avvelenati e frattaglie imbevute di veleno. Stesso giorno, stessa ora ma luogo diverso. Contrada Solazzo, altri due cani. L’indomani è il turno di Contrada Santa Croce. Un cane di proprietà ed un randagio. Il primo riuscirà a salvarsi. Fino al due marzo, quando intervengono i volontari della LAV di Enna, il cane morto è ancora ai bordi della strada chiuso in un sacco.

Martedì 28 febbraio tocca a Contrada Cicciona, un altro cane. Il mercoledì e giovedì successivo è di nuovo Contrada Santa Croce a fare registrare la morte di due randagi. Tra sabato 3 marzo e lunedì 5 altri tre cani ancora. Tutti morti. I volontari, da soli, corrono da un capo all’altro della cittadina per affrontare l’emergenza ormai quotidiana.

Siamo stremati, sia fisicamente che psicologicamente – dichiara a GeaPress Lorena Sauli, responsabile della LAV di Enna – Non sappiamo come dividerci e dove correre prima. Non è stata risparmiata alcuna zona di Piazza Armerina. Abbiamo raccolto resti di carne avvelenata persino nei marciapiedi dove camminano le persone. Non finisce mai e noi siamo davvero disperati.”

A chi conviene l’uccisione dei cani di Piazza Armerina? Nessuno crede più che si tratti di un folle. Piazza Armerina rappresenta il peggiore incubo degli avvelenamenti dei cani in Italia e, come l’anno scorso, la stagione della mattanza è di nuovo iniziata. Fino ad oggi non sarebbero state apportate bonifiche al terreno, mentre sembra abbastanza scontato che lo smaltimento dei cani dovrebbe essere costato non poco al Comune. Un cane da smaltire a norma di legge, richiede tanti soldi.

Intanto, i volontari hanno ripreso a girare con il kit delle emergenze…una siringa con acqua e sale. Si spera che in tal maniera, il cane possa vomitare liberandosi del veleno prima che venga assimilato. C’è poi chi è rimasto intossicato solo dal contatto con la polpetta e chi non riesce a salvarsi neanche quando è stato somministrato l’antidoto. E’ il caso del cane la cui agonia vi mostriamo nel video. Il veterinario aveva somministrato l’antidoto e la macchina per portarlo in ambulatorio stava per arrivare. E’ collassato, ed anche in questo caso il veleno ha vinto. Speriamo che il video serva a smuovere qualcosa, ma teniamo ad avvisare i lettori che le scene mostrate sono drammatiche. Sconsigliamo pertanto alle persone particolarmente sensibili, la visione. Speriamo, però, che venga visto da chi dovrebbe intervenire.

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