GEAPRESS – Il Los Angeles Times ironizza: “If it flies, crawls, runs, swims or slithers, you would not be able to buy it in the city named for the patron saint of animals“. Se vola, striscia, corre, nuota o scivola non si compra nella città che prende il nome dal Santo patrono degli animali.

Ricordiamoci che San Francesco è il Patrono d’Italia!

Il Consiglio della Contea di San Francisco sta vagliando una proposta di legge che vieterebbe la vendita di tutti i pets; non solo cani e gatti, ma anche uccelli, roditori, rettili e pesci; insomma se volano, strisciano, corrono, nuotano o scivolano a San Francisco, se passa la proposta di legge, non si compreranno più. Ricordiamo appena che note industrie americane (e non solo) in ossequio alle leggi del commercio, allevano e poi vendono animali, indistintamente, come pets e per la vivisezione.

L’Assemblea legislativa della Contea di San Francisco è arrivata a questa conclusione per porre fine alla piaga degli abbandoni; a San Francisco, come da noi, i pets sono in commercio, tipo giocattoli. Oggetti più o meno decorativi per la casa. L’epilogo è l’abbandono o la morte. Criceti, ma anche piccole iguane vengono trovarti cadaverini nelle griglie dei depuratori (ovvero, gettati nello sciaquone, vivi o morti che siano, come un rifiuto) mentre furetti, cani, iguane adulte vengono …. trovati.

Philip Gerrie, coautore della proposta di legge e membro della Commission of Animal Control and Welfare del Board of Supervisors di San Francisco, ha dichiarato al Los Angeles Times “da Cartesio in poi è diventata comune nella cultura occidentale l’idea che i pesci e gli altri animali non abbiamo sentimenti, non soffrano e che noi possiamo fare nei loro confronti tutto quello che vogliamo. Li trattiamo come se fossero beni di largo consumo“.

La Commissione spera che il divieto di vendita dei pets, stimoli le adozioni degli animali abbandonati.

Il giro d’affari legato alla compravendita dei pets, a San Francisco, sfiora i 50 milioni di dollari: la proposta di legge è veramente coraggiosa!
Ovviamente non sono mancate le proteste da parte dei commercianti e degli allevatori.
Ma noi concordiamo con la proposta di legge: un amico non si compra (leggi articolo GeaPress) e non si abbandona!

Rimanendo in tema di abbandoni e ritornando alle nostre latitudini, la piaga degli abbandoni degli animali domestici conosce uno dei picchi proprio nei mesi estivi, pari solo a quello del periodo immediatamente succesivo all’apertura della caccia.

150mila, tra cani e gatti, sbattuti in strada dopo le “comodità” degli appartamenti. 150mila animali incapaci di badare a sè stessi, la maggior parte di loro morirà di una morte atroce, i rimanenti andranno a foraggiare il business del randagismo.

Un business brutto, sporco e cattivo che grava sulle tasche di tutti noi cittadini; un business che arrichisce pochi e condanna ad una vita da ergastolano quelli che, una volta, erano i nostri amici.

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