GEAPRESS – Forse oggi si potrà sapere qualcosa in merito al sequestro del furgone che trasportava i cani provenienti dalla perreras di Rota, in Andalusia e diretti in Italia (vedi articolo GeaPress) . All’Associazione Vita – Una Zampa Per la Spagna non è stato notificato nulla.

Oggi – dice a GeaPress Claudia Conte, Presidente di VITA – l’Avvocato spagnolo a cui abbiamo dato mandato, contatterà le autorità spagnole“.

Il problema, infatti, riguarda il trasportatore spagnolo, il quale, tengono a precisare dall’associazione VITA, aveva già eseguito altri viaggi con i confort necessari per i cani tra cui, in questo periodo, l’aria condizionata (in cerchio rosso, nelle foto). C’erano poi, come sempre, acqua e cibo.

Un sequestro strano, quello spagnolo, perchè avvenuto sotto molti riflettori della stampa locale pronta sul posto e con il canile di destinazione insolitamente vuoto, o almeno quanto bastava per accettare i cani del fermo. Ad essere bloccato, però, potrebbe essere il furgone e, speriamo, non i cani.

Ma questo potrà chiarirsi appena le autorità spagnole ci faranno sapere qualcosa – dice Claudia Conte – Il trasportatore, poi, ha già comunicato che farà fronte alle eventuali irregolarità una volta che gli verranno contestate. Noi abbiamo la coscienza tranquilla – ha aggiunto il Presidente di VITA – ci dispiace per i cani, che sono tornati in un canile quando in Italia era già pronta per loro l’adozione“.

I volontari italiani svolgono la loro attività su un duplice fronte. Salvare i cani dalle perreras e sensibilizzare le autorità spagnole affinchè venga modificata la legge che consente di uccidere i cani che non vanno in adozione. Le Perreras alimentano un notevole indotto economico, tutto basato sullo sconfinato serbatoio di randagi ed il meccanismo di morte. Orrendi forni sempre presenti nei canili.

Da mettere in conto, pertanto, che l’azione dei volontari abbia preoccupato qualche usufruitore di equilibri locali. I cani sequestrati, erano stati riabilitati da VITA. Speriamo, pertanto, che non debbano nuovamente provare gli orrori dei canili spagnoli.

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