GEAPRESS – Dal paese iberico la notizia che un furgone dell’associazione “Vita una Zampa per la Spagna” è stato fermato dalla Guardia Civile a soli 100 metri dal rifugio di Cadice, gestito dall’associazione e base di partenza dei cani e gatti salvati dalle tristemente famose perreras (vedi articolo Geapress).

I 24 cani erano destinati alle famiglie adottanti in Italia, come decine e decine di volte già accaduto e, sottolineano all’associazione, sempre con la documentazione in regola (passaporti, vaccinazioni, ecc).

Si trattava, insomma, di uno dei tanti viaggi della speranza di animali d’affezione dai paesi esteri organizzati da associazioni italiane. Viaggi, comunque, soggetti a pareri discordi e polemiche, sia sull’opportunità che sulle modalità, anche tra gli animalisti di casa nostra.

I media locali parlano di cani fatti viaggiare in condizioni pessime, mentre le autorità stanno vagliando i documenti dei 24 cani detenuti ora in un rifugio privato e non avvicinabili dai volontari, nonostante siano tutti intestati all’associazione stessa.

In particolare, la contestazione da parte delle Autorità spagnole si concentrerebbe proprio sull’irregolarità del viaggio sia per i documenti che per le condizioni di trasporto, ritenute inadeguate sopratutto per il caldo.

Intanto,  i volontari si sono ribellati a tale situazione domandandosi perché la Guardia Civile non si sia mai interessata agli orrori che accadono all’interno delle perreras, ricordano inoltre che, forse non casualmente, questo episodio avviene alla vigilia della consegna di oltre 100.000 firme raccolte contro le Perreras al Parlamento Europeo prevista per mercoledì 13 luglio.

E sempre mercoledì, in concomitanza, gli attivisti italiani sono chiamati a raccolta per un coreografico presidio, come già avvenuto lo scorso 8 maggio in varie città italiane(vedi articolo GeaPress),  davanti al Consolato spagnolo a Milano, in piazza Cavour  dalle ore 10,30 alle ore 14, nel corso del quale una delegazione cercherà di avere un incontro con il Console.

Intanto, i volontari italiani di Vita presenti in Spagna, per avere un supporto diplomatico, hanno contattato l’Ambasciata italiana a Madrid che li ha indirizzati per competenza al Consolato italiano di Siviglia, al momento chiuso per ferie, un’ulteriore difficoltà che ha costretto l’associazione a rivolgersi ad un avvocato per tutelare i propri diritti e salvare per la seconda volta gli animali.

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