GEAPRESS – Ancora nulla da fare per il povero art. 14, quello cioè voluto dall’On.le Brambilla con l’intento di frenare gli effetti negativi della Direttiva europea sulla sperimentazione animale del settembre 2010. La Commissione XIV del Senato non ha ritenuto di riprendere, per l’intera settimana, il disegno di legge sulla legge comunitaria 2011. Qui, è inserito proprio l’art. 14. Quando, invece, ne avevano riparlato dopo la pausa estiva, erano nuovamente apparsi i tentativi di stralcio presso la Commissione Sanità (vedi articolo GeaPress). Tempi lunghi per un articolo lasciato, forse, un po’ troppo solo. Dunque, almeno fino al 21 settembre prossimo, nessuna riunione è programmata.

Muove invece timidissimi passi, in Commissione Bilancio della Camera, la Proposta di Legge 1172, ovvero quella che dovrebbe mandare in pensione la legge sul randagismo. Per intenderci è la proposta azzannata in sede di Commissione Agricoltura della Camera, con un parere vincolante al fatto che le Guardie Zoofile delle Associazioni diventino mere dipendenze delle ASL (vedi articolo GeaPress). Non mancò di suscitare polemiche, un’altra proposta di modifica, avanzata questa volta in sede di Commissione Commercio e Turismo (vedi articolo GeaPress). Se, cioè, non si è in grado di garantire il benessere degli animali, si abbassano le sanzioni!

Ora, in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, è ripresa la discussione del pdl 1172, ma il Presidente ha comunicato che manca ancora il parere tecnico del Governo. Tempi ancora lunghi, dunque, ma già molto dilatati quando la sede di discussione della proposta cambiò da legiferante a referente. La prima sede impone una discussione agile e veloce. Tempi brevi insomma, che si fanno molto lunghi, invece, con la sede referente. Il passaggio in marcia ridotta, avvenne quando il Testo fu esaminato in sede di Commissione Affari Sociali. Decine di emendamenti, infatti, imposero lo stop. In altri termini non vi era l’ampia condivisione che richiederebbe la sede legiferante.

Emendamenti in gran parte peggiorativi che subordinarono buona parte del Testo alle esigenze del commercio. In un certo senso riuscirono a fare tutto i commercianti di settore, dal momento in cui hanno imposto tempi lunghi ad un testo già di gran lunga modificato in loro favore e che rischiava di essere approvato.

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