cane investito b
GEAPRESS – I cani della discarica. Così veniva chiamato il gruppetto di tre cagnolini con in testa il piccolo “boss”. Cagnetto marrò, con chissà quale storia di abbandono alle spalle.

Si era proclamato capobranco nei pressi delle discarica di Bellolampo, nelle montagne che circondano Palermo. Erano in tre ed il piccolino teneva testa. Quell’insolito gruppetto con il piccolo “boss” capofila, strappava i sorrisi degli abitanti.

Poi la banda è rimasta priva di uno dei suoi componenti e la cagna bianca ed il piccolo “boss” sono diventati ancor più inseparabili. Questo fino a ieri mattina quando la cagnetta è stata investita da una macchina. Federica Serio, la volontaria che l’ha soccorsa, riceve la telefonata del fratello che si trovava a transitare nei luoghi. Nel luogo anche un altro ragazzo. Si chiama Carlo, ha visto quanto successo e si è fermato anche lui interessandosi del caso. La cagnetta è stesa in terra ed a pancia in aria, chissà da quanto tempo. “Boss – riferisce Federica Serio a Geapress – era accanto a lei. La leccava , piangeva e non smetteva di guardarla. Mi sono precipitata per prendere delle coperte e con l’aiuto di mio fratello ho caricato entrambi i cani nella macchina. Piangendo sono arrivata dal Veterinario che ha subito constatato la gravità della situazione. Per tutto il tragitto “boss” è rimasto accucciato sulle zampe della sua compagna“.

Ricoverata nella clinica veterinaria iniziano subito gli accertamenti. Il piccolo “boss”, riferisce Federica, non smette mai di guardare la cagnetta bianca e in un momento di distrazione, riesce quasi a raggiungerla. Cerca di annusarla e di incontrarle lo sguardo che però inizia a perdersi nel vuoto.

Eppure, per ben due volte, il Veterinario riesce a rianimarla. Ritorna in vita, pensano Federica e suo fratello. Forse la situazione potrebbe migliorare ed anche dietro consiglio del Veterinario, Federica torna a casa cercando di trovare una sistemazione momentanea per il piccolo “boss”. C’è il problema, però, degli altri cani ospitati dalla ragazza. La convivenza, infatti, si prospetta fin da subito  molto difficile. Boss, però, vuole tornare da lei, almeno dove crede di averla lasciata. Lì, nel rettilineo prima dei tornanti, qualcuno ha spezzato il legame. Il tutto per il piacere di pigiare sull’accelleratore e guadagnare pochi secondi di una corsa senza senso.

Boss, intanto, è come impazzito. Deve tornare in strada, nulla riesce a calmarlo. Si precipita così verso il muretto laterale che sovrasta il punto dell’investimento. Lo raggiunge e si accovaccia. Da quella sorta di piedistallo fissa il luogo dove ha perso la sua compagna.

Verso ora di pranzo – ricorda in lacrime Federica – la chiamata del veterinario e la triste notizia: è volata via, via da questa vita e via dal suo compagno, l’unica cosa bella della sua esistenza. In quel momento “boss” era ancora lì, sul  muretto che osservava il tratto di strada. Non so per quanto tempo era stato vicino alla sua compagna ferita, quasi come se avesse capito che lei non sarebbe più tornata“.

Il tam tam tra i volontari nel frattempo si è già diffuso ed in molti stanno cercando di capire cosa fare per il piccolo “boss”. E’ un cane di strada  e nella drammaticità del randagismo palermitano, anche la discarica può essere una sorta di “casa” con poche o nulle alternative. Per lui come per altre centinaia di cani in favore dei quali  si prodigano i volontari.

Racconto questa storia a GeaPress  con le lacrime – riferisce ancora Federica – perché davvero la lealtà dei cani non potrà mai avere eguali. Provo però tanta rabbia verso chi ha deciso di mettere la parola fine alla vita di questa povera creatura, non fermandosi per soccorrerla e riprendendo la sua corsa come se nulla fosse successo“.

Il gruppetto di “monelli” della discarica questa volta è veramente finito. C’è da giurare, però, che a breve arriveranno altri randagi e la storia ripartirà con nuovi drammi che si consumeranno grazie ad un randagismo mai risolto.

Piccolo particolare: alcuni anni addietro, proprio in quei luoghi, venne individuato con una variante al piano regolatore di Palermo il terreno ove costruire il nuovo canile. Su una bella collina fredda e ventosa, ironizzarono gli animalisti, tra la vecchia discarica e il progettato inceneritore.

Boss e la sua compagna, forse sono anche una metafora. Vittime di chi non si ferma mai e tira dritto sulla vecchia strada senza troppo pensare.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati