GEAPRESS – I fatti sono accaduti l’altro ieri in un rifugio di cani abbandonati nella periferia occidentale di Palermo. La Signora Francesca Cognato riceve una prima segnalazione. Qualcuno ha trovato un cane per strada. Oppure, a giudicare dal tipo di cane che detterà legge per ventiquattro ore, qualcuno ha un cane da abbandonare. Venerdì mattina la signora non era però con i suoi 120 cani. Tutti raccolti dalla strada e bisognosi di aiuto. Alle 10.45 la telefonata dei vicini. Un’automobile bianca ha raggiunto velocemente il rifugio ed un tipo ha legato al cancello un grosso rottweiler.

Subito l’apprensione per come potere far fronte al nuovo impegnativo arrivo, ma dal canile municipale fanno subito sapere come anche la struttura pubblica sia stracolma. Fin qui solo un’ordinaria emergenza. I veri problemi sorgono quando la signora raggiuge il rifugio. Il grosso cane era stato legato con un corto guinzaglio  proprio al lucchetto che consente l’accesso al rifugio. Di farsi avvicinare, però, non ne vuole sapere.

Il cane si impenna, rischia di strozzarsi con il guinzaglio tenuto da un moschettone che ha tutta l’aria di cedere da un momento all’altro. Bava, ringhia, abbaia furiosamente. Nonostante si prensenti molto smagrito, ha ancora tanta energia. Di fatto, per ventiquattro ore, il rifugio rimane bloccato. A dettare legge è solo lui. Il grosso rottweiler.

Il problema non è stato solo per i 120 cani che per un giorno intero sono rimasti da soli, senza mangiare e senza terapie – riferisce la signora Cognato a GeaPress – Temevo infatti che il moschettone potesse rompersi ed ero terrorizzata per le persone. Il cane – aggiunge la gestrice del rifugio – era verosimilmente affamato e terrorizzato, si scagliava contro chiunque provasse ad avvicinarsi“.

Una situazione surreale con la signora che veste i panni di vigilessa, invitando i passanti a non avvicinarsi al rifugio. “Se il cane scappa è il finimondo” – dice a tutti con apprensione. Vengono avvisati i volontari della LIDA di Palermo. Aumenta così il pressing nei confronti del Comune. Si arriva  al pomeriggio, quando cioè potrebbe non esserci più reperibilità. Sta di fatto che solo ventiquattro ore dopo, con la signora lasciata sola a vigilare ed i cani del rifugio che latravano per la fame, il Gruppo cinofilo della Polizia Municipale, infine avvisato, si reca sul posto riuscendo a recuperare il rottweiler. Un maschio di circa due anni. Difficile pensare a lui come ad un randagio.

Ora è al canile – riferisce Alessandra Musso, responsabile cittadina della LIDA – ed una volta liberato da quell’inghippo si è subito calmato. Ha mangiato – aggiunge la responsabile animalista – e si è fatto avvicinare con tranquillità. Di certo tutti quei ritardi hanno solo peggiorato la situazione“.

Meglio tardi che mai, dunque. Il rifugio sotto “sequestro” da rottweiler è ora tornato alla sua normalità. Terapie eseguite e cani sfamati. Lui, il focoso rottweiler, verrà sottoposto agli esami diagnostici per accertare eventuali patologie. La speranza è di poterlo dare in adozione. Di certo ha dato prova di saper fare buona guardia. 

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati