randagismo allo sbando
GEAPRESS – Lavori di ristrutturazione del canile municipale e nessuno  che sa dire con certezza dove  andranno i cani. Già nel passato il Comune di Palermo aveva tentato di abbassare il numero di animali dell’antica struttura di via Tiro a Segno. Vennero inviati addirittura in Emilia Romagna, ma nel frattempo sono avvenuti nuovi ricoveri, soprattutto di cani morsicatori o di razze particolari.

In questi giorni, alle presenza delle massime autorità cittadine, si stanno tenendo delle riunioni per tentare di arrivare ad una risposta. Dove finiranno i cani?

Il problema, ora, è stato posto da dodici associazioni palermitane le quali, con una lettera inviata alle massime autorità del settore, sia cittadine che nazionali, hanno chiesto cosa succederà non solo per gli animali attualmente ospitati ma anche per quelli bisognosi e che, nei mesi di cantiere, avranno comunque urgente bisogno di ricovero.

Questo anche alla luce di taluni problemi che già gravano sulla struttura. In particolare le associazioni hanno sollevato il caso di due situazioni urgenti che sembrerebbero non essere state affrontate in maniera adeguata. Le associazioni riferiscono di un cane Rottweiler che sarebbe stato legato per lunghe ore ad un palo del quartiere Arenella. E’ stato poi “liberato” da alcuni abitanti del posto, per evitargli un colpo di sole. Del cane non si è saputo più nulla. C’è stato poi l’episodio di un Pit bull del quartiere Santa Rosalia (un quartiere ad “altissima densità” di questi cani, riferiscono le associazioni) anch’esso legato ad un palo. Solo dopo lunghe ore passate in tal maniera ed una intera notte in “compagnia” di una pattuglia della Polizia Municipale, il cane sarebbe stato infine prelevato.

Tutto riferito alle Autorità con tanto di nome e cognome delle persone che avevano segnalato. Dal Sindaco di Palermo, fino al Ministero della Saluta, più altri dodici destinatari, sono ora tutti informati.

Cosa succederà dopo la chiusura del canile?

Sembra che nei giorni scorsi sia stata avanzata la proposta di distribuire i cani presso  “Rifugi satelliti”. Alcuni problemi, però, sarebbero già sorti. Dunque, si interrogano le associazioni, chi si prenderà cura dei cani padronali morsicatori, Pit bull e molossoidi in generale, cuccioli, cani legati o comunque bisgnosi di urgente ricovero? E chi poi sarà in grado di fornire le cure particolari che richiederanno i gatti, anch’essi facenti parte del vasto mondo del randagismo palermitano.

Ancora una volta, la soluzione del problema sembra essere molto lontana. Lo spettro di una nuova, e probabilmente non ultima deportazione, sembra nuovamente apparire all’orizzonte.
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