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GEAPRESS – “Randagismo parallelo”. Così Alessandra Musso, responsabile palermitana della LIDA aveva definito alcuni giorni addietro a GeaPress, la situazione “Pit bull” a Palermo (vedi articolo GeaPress). Decine di cani, recuperati dalla strada come abbandonati innanzi al canile municipale, per i quali nessuno sa cosa fare. Cani, riferiscono gli animalisti, che hanno bisogno di attenzioni particolari.

Una gabbia per ognuno di loro. Impossibile sistemarli assieme, si sbranerebbero a morsi. Molti di loro, infatti, sono stati addestrati per combattere e rieducarli richiede un processo lungo e specialistico. Rimangono così nelle gabbie. Gli ultimi ad entrare, sono tre maschi tutti con ferite da morso. Sono stati trovati tre giorni addietro dai Carabinieri nel quartire di Bonagia (vedi articolo GeaPress).

Da allora altri tre Pit bull  dovevano entrare. Stante la denuncia degli animalisti, il Comune avrebbe però rifiutato. Il canile è saturo e gli animalisti che hanno forzato il “blocco” sono stati identificati. Temono ora la denuncia. “Occorreva la visita veterinaria  – riferisce Alessandra Musso – Erano in strada da ore“.

Un caso emblematico si sarebbe verificato mercoledì scorso. Un cane per il quale sarebbe stato negato l’accesso e subito abbandonato a pochi metri dal canile. Stremato si è poi sisteto sotto un’automobile fin quando è stato notato da alcuni passanti. Subito, tra gli animalisti, è iniziato il tam tam su facebook. Viene ricontattato il canile ma la risposta, riferisce un nutrito cartello di associazioni palermitane, sarebbe stata sempre la stessa: siamo pieni.

Questa ed altre storie sono state ora allegate ad lungo indirizzario che comprende il Prefetto di Palermo e le massime autorità sanitarie. I legali delle associazioni stanno inoltre valutando la possibilità di una denuncia.

Di certo, a finire male, è stato “Cesare”; così, infatti, era stato chiamato il povero Pit bull abbandonato.

Nel tardo pomeriggio viene infatti soccorso da alcuni volontari della L.I.D.A. e messo al sicuro per la notte. Il giorno successivo, quando la responsabile della LIDA si reca di buon mattino in canile, avviene invece un fatto clamoroso. Il povero Cesare rimane fuori il cancello, mentre la responsabile della LIDA Alessandra Musso, denuncia di essere stata identificata da una pattuglia della Polizia Municipale nel frattempo intervenuta. Infine Cesare è fatto entrare. Una storia iniziata male e finita malissimo. Il povero cane ha una violenta emorragia. Si corre da un Veterinario privato. Niente da fare, Cesare muore lungo la strada.

Un tragedia che però, sembra si sia ripetuta con cadenza giornaliera. Ieri, infatti, un altro Pit bull ancora. Una femmina, trovata nei pressi di via Oreto. Il canile, riferiscono sempre i volontari, non ha servizio 24h e la povera cagnolina, gettata in strada con ferite da morso ed ossa esposte, muore dopo ore di agonia (nella foto). Anche oggi è arrivato il Pit bull quotidiano. In pochi giorni è il sesto. Anche quest’ultimo presenta ferite, ma il Comune è inflessibile: siamo pieni.

Cosa succederà appena il presidio di via Tiro a Segno chiuderà per ristrutturazione? Dove finiranno i cani oggi reclusi? Mesi addietro decine di loro sono stati spediti  addirittura in Emilia Romagna. Non è servito a niente, il rubinetto del randagismo è sempre aperto e la struttura, velocemente, si è riempita.

La lettera invita ad un lungo elenco di Autorità locali e nazionali, ove sono esposti i casi ora denunciati, è firmata dai responsabili cittadini della LIDA, UADA, OIPA, Pet Emergency, UGDA, AnimAnimalista, LIV.  Gli animalisti annunciano inoltre un invio di mail affinchè si riesca a sbloccare al più presto tale situazione.

Abbiamo provato a metterci in contatto con gli uffici preposti del Comune di Palermo. Siamo ovviamente disponibili per un loro intervento.

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