GEAPRESS – Abbandonato ieri mattina in viale Regione Siciliana all’altezza di via Maria Santissima Mediatrice, quasi all’ingresso di una nota sala scommesse. Il cagnolone a pelo lungo, qualcuno lo aveva legato ad un palo, in attesa che la sorte decidesse per lui.

Più di un cittadino, in transito nella principale arteria stradale di Palermo, avvisa il centralino della Polizia Municipale. Il cane, oltretutto, rischia di scappare in una via che, in quel tratto, ha le sembianze di un’autostrada. Alle 12.00 di ieri, viene così inviata  una pattuglia dei Vigili Urbani ed inizia una trafila che si immergerà in un’atmosfera surreale. Dalla centrale fanno sapere che non devono allontarsi dal cane. Pericolo per la circolazione  e poi, le insistenti telefonate dei cittadini che chiedono un intervento. Il canile municipale, però, è chiuso. Nessuna reperibilità. L’accalappiatore è disponibile dalle 7.00 del mattino successivo.

La vigilessa sistema una ciotola con l’acqua  ed attende sviluppi.

Questi arrivano solo in serata, con il cambio pattuglia. Poi la telefonata dalla centrale. Arriverà un Veterinario dell’ASL, ma solo per visitare il cane che non può essere trasferito da nessuna parte. A partire dalle 01.00 del mattino una terza pattuglia interverrà con il cambio turno. Inizia così un nuovo presidio al cane abbandonato.

I Vigili non sanno che fare. Non possono neanche controllare il microchip essendo sprovvisti di lettore ottico. Nel frattempo il cagnolone ha bisogno di un momento di privacy e così un Vigile Urbano si dedica all’incombenza della passeggiatina con pipì. Il canile, intanto, è sempre chiuso. Il servizio reperibilità 24 h, come forse richiederebbe una grande città, probabilmente costa troppo.

Infine una telefonata di un cittadino, giunge alla LIDA di Palermo. Sul luogo arrivano due attiviste fornite di lettore microchip. Quel misero collare legato ad una cordicella ha però ormai retto fin troppo. Proprio in quel momento il cane scappa tra gli autoveicoli in transito. La pattuglia della Polizia Municipale si mette subito in movimento. Quel cane rischia di finire male causando danni molto seri alla circolazione. Appresso ai Vigili l’altro veicolo con le due animaliste. Poi all’incrocio con via Palmerino (la toponomastica è tracciata su un muro con la vernice spray) il cane sente forse odore di casa ed a quel punto è veramente impossibile raggiungerlo. Perso, tra villette e viuzze di campagna.

Abbiamo trovato due Vigili molto premurosi e questo va a merito della Polizia Municipale – riferisce Alessandra Musso, responsabile LIDA di Palermo – che oltretutto ha fatto così fronte ad un obbligo di legge che impegna i Comuni sui problemi del randagismo ed in generale sul benessere animale. Quello che è assurdo è invece come il Comune non affronta il problema, ovvero  la mancanza del servizio di reperibilità“. Intorno all’una del mattino, infatti, la pattuglia sarebbe stata sostituita da una terza e poi ancora da una quarta fino all’apertura del canile. In città, di notte, vi sono solo due pattuglie dei Vigili.

Quando siamo arrivate il Vigile ci ha subito chiesto se eravamo in possesso di un collare. Erano poi molto preoccupati di un possibile temporale ed il cane sembrava tremare ma purtroppo – aggiunge la responsabile animalista –  non c’è stato molto da fare. Avevamo pure pensato di chiamare l’accalappiatore ma il problema sarebbe comunque stato il canile municipale chiuso. E’ già successo“.

Alla Polizia Municipale di Palermo, riferiscono gli animalisti, vanno i complimenti. Per il Comune, invece, un invito a provvedere ad un servizio che non può essere ulteriormente rinviato, fosse solo per evitare di impegnare quattro pattuglie dei Vigili fino ad apertura canile.

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