randagi abbandono
GEAPRESS – Un abbandono insolito anche perchè il luogo ove è avvenuto non è conosciuto per questo fenomeno. Nel bel mezzo di un bosco di Monte Pellegrino, cani di razza e non, hanno improvvisamente fatto la loro comparsa.

Nei luoghi si sono subito diretti i volontati della LIDA e dell’ OIPA  cittadina. Un volpino, un cocker, un incorcio di Pit bull e poi anche un cucciolo di pochi mesi e due meticci. Le ricerche, però, continuano.

L’allarme è scattato domenica scorsa, quando nel tratto boscato compreso tra il Santuario di Santa Rosalia ed il Belvedere, sono stati notati i cani. Secondo alcune voci circolate tra i i venditori nei pressi del Santuario, i cani sarebbero improvvisamente apparsi un paio di giorni addietro. Impossible pensare che siano arrivati da soli. Il luogo, infatti, è distante dalla città ed i posti noti per gli abbandoni sono localizzati nelle falde della montagna e non certo nei boschi prossimi alla cima.

Sembrava che non dovessero mai finire – riferisce a GeaPress Alessandra Musso, responsabile della LIDA di Palermo – Sbucavano dalla nebbia, uno appresso all’altro”. Purtroppo di uno di loro, particolarmente malandato, che è stato fotografato domenica, non vi sono tracce. Il cucciolo nero, sembra invece essere stato adottato da un turista impietosito. “L’ennesima brutta figura – aggiunge la responsabile cittadina della LIDA – in tema di randagismo che la città di Palermo regala ai visitatori“.

Solo nella giornata di ieri sono pervenute ai telefoni del Canile Municipale diverse segnalazioni di randagi. Tra queste un Pit bull e due Staffordshire bull terrier che avevano messo sotto assedio una struttura di ricovero per cani. Infine il canile municipale  è andato a prelevarli.

Quello che però mette veramente in allarme gli animalisti sono la cinquantina di randagi che a breve dovrebbero essere prelevati dall’area dei cantieri navali. Un lungo contensioso tra le direzione ed il Comune; infine, a seguito di un ricorso, la partita è arrivata al suo fine. I cani dovranno essere trasferiti a cura del Comune di Palermo.

Siamo produttori e donatori a pagamento di randagi – sbottano gli animalisti – Palermo ne “esporta” nelle Madonie ma anche in Emilia Romagna. Se devono  partire pure i randagi dei cantieri navali, ben accuditi dagli stessi operai, siamo veramente arrivati alla frutta”.

Intanto, a Monte Pellegrino, continuano le ricerche dei randagi del maxi abbandono. La fitta nebbia e le piogge in corso, stanno rendendo difficoltose le ricerche.

Su tutti, però, aleggia uno spettro ancora peggiore. Si tratta dei lavori di ristrutturazione del canile municipale. I cani sono alcune centinaia; i nuovi arrivi hanno velocemente rimpiazzato quelli spediti in Emilia Romagna e tutti sanno che  la nuova struttura è progettata per un uso diverso da quella attuale. I box disponibili, potrebbero cioè essere di meno. Un nuovo business che potrebbe far gola a molti.

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