GEAPRESS – Anche se oggi pochissimi palermitani conoscono il luogo, ed ancor meno il fiumiciattolo, si tratta della stessa acqua che gli arabi canalizzarono per il lago artificiale, non più esistente, di Maredolce.

La sorgente è quella della Favara. Il corso d’acqua perenne scorre all’estrema periferia sud della città, quasi al confine con il Comune di Villabate. Un tempo quell’acqua serviva i laghi ispirati ai paràdeisos persiani. Oggi, inquinata e maleodorante, irriga i residuali giardini e trasporta cani, morti.

Era già successo, alcuni mesi addietro. Un cane morto in spiaggia proprio a lato della foce di quel canale (vedi articolo GeaPress). Ora, il problema si ripete. Portati dalla corrente, due cani adulti. Morti, ovviamente.

Si tratta probabilmente di meticci di grossa taglia. Secondo le indiscrezioni raccolte in loco, sarebbero morti avvelenati. A riferirlo a GeaPress sono alcuni ragazzini che bazzicano quelle zone. Sono loro a confermare che non si tratta di episodi isolati.

I ragazzi, scoperto l’ultimo raccapricciante episodio, avvertono una volontaria del luogo. Lei, la volontaria, è conosciuta perché sfama, giornalmente, i numerosi randagi che arrivano fino all’area portuale. La volontaria, a sua volta, avvisa i Carabinieri ed i responsabili della LIDA cittadina. In breve tempo, arrivano entrambi.

Lo scenario è inquietante. Oltre alle carcasse, viene rilevata la presenza di altri randagi vaganti, disorientati, che rischiano la stessa fine di quelli che, fino a poco ore prima, erano i loro compagni di vita, purtroppo meno fortunati. Il contesto generale è del tutto desolante. Sporcizia, rottami di roulotte (abitate) e rifiuti di ogni tipo completano un paesaggio raccapricciante. Praticamente, una discarica a cielo aperto.

Ad essere attenzionate dall’Arma dei Carabinieri anche le persone che vivacchiano nei pressi di una roulotte. Una zona a rischio. Di notte, poi, praticamente off-limits.

Si cerca di capire così qualcosa di utile circa la morte dei due randagi. La denuncia viene inoltrata dai volontari alle Forze dell’Ordine. Al Comune di Palermo, invece, la richiesta di un intervento tempestivo del Canile Municipale. Ci sono alcuni cani ancora vivi e, in quel posto, non possono certo stare al sicuro.

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