GEAPRESS – Meno male che al canile è tutto a posto. Così è sembrato dopo il bliz della Forestale siciliana dello scorso settembre (vedi articolo GeaPress). Il Veterinario consulente, venuto da Trapani, non avrebbe rilevato niente di grave e poi, dal Comune, hanno promesso. Si riparerà tutto. Ed invece, forse, sarebbe bene che sulle mancanze del canile si fosse fatta chiarezza, visto che gli errori del passato non solo non vengono sanati, ma generano nuovo tragici incidenti.

Domenica mattina, al canile municipale di Palermo, è giorno di adozioni. Servizio presentato in pompa magna, poi sospeso, infine ripreso dopo le polemiche degli animalisti che avevano visto chiudersi in faccia la porta ai cittadini desiderosi di adottare un cagnolino (vedi articolo GeaPress). Ma ieri mattina i cancelli tardano ad aprire. I volontari di LIDA ed OIPA, non capiscono il perchè. Chiedono, insistono. Niente, un ritardo di oltre 40 minuti. Una volta entrati gli inservienti bisbigliano. Gli animalisti non devono sapere, ma qualcuno capta. Il solito problema, la solita gabbia, la solita rete da riparare. Due cuccioli di quattro mesi sono finiti sbranati dai cani adulti.

Déjà vu? No, la solita gabbia e le solite promesse del Comune di Palermo che manda però i suoi operai a specializzarsi con un addestratore di cani (?). Già lo scorso luglio, Sissi ed un suo compagnetto di reclusione, finirono sbranati per lo stesso motivo e nello stesso posto (vedi articolo GeaPress). Una rete da sostituire. Tutto qui. I due cuccioli di ieri mattina sono stati raccolti a brandelli.
Ni ficiru mala vinnitta“, gli riservato una brutta fine, dice infine un inserviente. Anche nel settore veterinario del canile arriva conferma. Si sono trovati…pezzetti. I cani più grossi hanno nuovamente riaperto il varco. Ed è stata la fine. E dire che gli stessi veterinari avevano segnalato al Comune. Quesi cuccioli, poi, erano stati curati. Si erano salvati, ma poi le gravi inadempienze del Comune, hanno fatto il resto.

Stavolta abbiamo passato ogni limite – dichiarono a GeaPress Daniela Brunetto e Alessandra Musso, responsabili delle sezioni OIPA e LIDA, cittadine – l’incidente è accaduto di nuovo e questo è solo quello che veniamo a sapere, magari sentendo gli operai bisbigliare. Non ci hanno fatto entrare, non dovevamo sapere, stavano pulendo la gabbia, i pezzetti dei cuccioli“.

Ma la gabbia ora in che stato è?
La cosa incredibile è che almeno fino alle 12.20 di ieri, quando ci hanno fatto uscire, in quella gabbia sono rimasti altri undici cuccioli – dicono le due animaliste – Abbiamo temuto per loro.”

Per fortuna, almeno per i cuccioli sopravvissuti, non è successo niente. Stamani erano salvi. I Veterinari hanno dovuto insistere, ma infine si è trovato loro un posto.

Eppure nella valle incantata di Palermo, tutto passa tranquillo e nulla cambia. I cani sbranati saranno stati veramente un déjà vu. L’Assessore all’Igiene del Comune di Palermo, Giovanni Di Trapani (già CCD, ex UDC, ora PID, Popolari di Italia Domani, il partito del Ministro Saverio Romano) si è visto una sola volta al canile.

Non abbiamo ben capito cosa sia venuto a fare – dicono le due esponenti animaliste – Qui si susseguono gli Assessori, ci sono pure i controlli, però neanche una rete malandata si riesce a riparare“.

I due cuccioli o quello che ne rimaneva, gli animalisti volontari del canile, non hanno chiesto di vederli. La rete mortale è stata rattoppata per la seconda volta. Speriamo bene.   

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