GEAPRESS – Tutto bloccato. Gli operai della Gesip, la partecipata del Comune di Palermo alla quale sono affidate molte mansioni del canile, hanno incrociato le braccia. In pericolo c’è il posto di lavoro, visto che a garantirli parrebbe ormai esserci solo un ultimo stipendio. Una situazione esplosiva per una città come Palermo, dove gli impiegati della Gesip sono impegnati in numerosi lavori.

Al canile, denunciano i volontari animalisti, viene ora garantito quanto strettamente necessario alla sussistenza dei cani, ovvero cibo e pulizia. Bloccati i prelievi dei cani da sterilizzare e le adozioni. Consentiti solo quelli degli animali incidentati.

Ad essere bloccate sono anche le visite dei cittadini e dei volontari. “Al canile non può entrare più nessuno – denunciano Daniela Brunetto ed Alessandra Musso, Responsabili cittadine di OIPA e LIDA – Poi le segnalazioni dei cani randagi, di cagne gravide, di cani presumibilmente abbandonati. Ora – aggiungono le due volontarie – è tutto fermo.”

LIDA, OIPA, ADA e AVSPA Palermo, gridano basta ad una politica che è sembrata più volte giocarsi sul tenere in ostaggio i cani. “Ogni battaglia richiede ascolto ed attenzione. Le volontarie rimaste dietro i cancelli – aggiungono Daniela Brunetto e Alessandra Musso – hanno rispetto per il problema occupazionale che minaccia gli operai della Gesip, ma le modalità scelte per rivendicare la sicurezza di un posto di lavoro, sono ingiuste e severe per i cani ignari e innocenti, chiusi nelle gabbie e incapaci di reagire“.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Consigliere Provinciale Vincenzo Tanania (PD) candidato alle prossime elezioni amministrative che più volte si è occupato delle problematiche sollevate dalle Associazioni animaliste di Palermo. “I lavoratori vanno ascoltati ed è giusto assecondare le loro istanze – ha dichiarato il Consigliere Tanania – ma bisogna tenere conto che in questo caso ci sono di mezzo esigenze non derogabili che richiedono pronta soluzione. Non facciamo una guerra tra poveri – ha concluso Tanania – e cerchiamo di trovare subito una soluzione che consenta ai lavoratori di continuare la loro lotta tutelando bisogni vitali che riguardano cani ai quali nulla può essere imputato. I volontari, poi, hanno sempre lavorato in maniera totalmente gratuita e donando tanto in favore degli animali“.

Presso il canile municipale lavorano circa 30 operatori della Gesip. La società nasce anni addietro in un contesto storico particolare della città di Palermo e che ha visto in qualche maniera inglobare, pur se in maniera spesso criticata, una grossa fetta del precariato locale. Di fatto le proteste della Gesip assumono, per i loro risvolti, dimensioni che sono anche di ordine pubblico. I cani, però, cadono sempre in secondo piano ed in pochi si occupano di loro.

L’azione messa in atto dagli operai della Gesip indubbiamente complica una situazione già molto delicata e caratterizzata, tra l’altro, dall’incredibile sistema di reperibilità messo in atto già da tempo dal Comune di Palermo. Si tratta delle chiamate di soccorso notturno relative ad animali incidentati. Turni insufficienti e che cambiano ogni pochi giorni. E’ successo ieri sera con un cane avvelenato nei pressi del Policlinico.

La volontaria – ha riferito Alessandra Musso a GeaPress – accortasi che il cane era ormai con le convulsioni e la bava alla bocca, ha subito chiamato il numero della reperibilità, ma il cellulare era spento. In tal maniera – ha aggiunto la Responsabile della LIDA – abbiamo capito che forse ieri sera non vi era reperibilità“.

La volontaria ha così dovuto cercare una persona che mettesse a disposizione l’automobile per trasportare il povero Nico (questo il nome dato al randagio nella foto di copertina) presso un ambulatorio veterinario privato. Si salverà. Il canile, invece, è in coma profondo e con i cani in ostaggio (nella gallery, alcuni cani che erano pronti per le adozioni).

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