Palermo: cani pronti a scannarsi (fotogallery) e bocca cucita al responsabile del Comune
GEAPRESS – E’ incominciato il conto alla rovescia per i cani del canile municipale di Palermo. La roulette russa è di nuovo puntata sulle due famigerate gabbie con la rete che si rompe. Una spesa da poco, che eviterebbe nuove morti da sbranamento (vedi articoli GeaPress 17 ottobre 2011 e 15 luglio 2011).
Sembra cosa da poco riparare, ma per il Comune di Palermo evidentemente non è così. Come la lampada per scaldare i cuccioli. Rotta. Poi qualcuno l’ha acquistata con i propri soldi.
Presso il canile municipale di Palermo c’è un responsabile del Comune, il Commissario Giuseppe Medici, Comandante del Nucleo Cinofili della Polizia Municipale di Palermo. Il Responsabile del Comune, da noi contattato, non può però dire niente. Dall’alto parrebbe essere arrivato ordine di non rilasciare dichiarazioni. Noi, però, l’avevamo contattato per un cagnetto abbandonato in una abitazione del centro città, dove è intervenuta la Polizia Municipale. Con lui iniziamo a parlare dei volontari che avevano segnalato il caso. Appena il tempo di dire che loro, i volontari, svolgono un lavoro prezioso. Anzi, come ci riferisce il Commissario, “danno tanto senza mai nulla chiedere“. Appena però cerchiamo di condurre il discorso sul canile municipale (i volontari svolgono la loro opera anche nella struttura comunale) Medici ci tronca con un cordiale sorriso. “Mi dispiace – ci dice – ma dovrei parlarle come Responsabile del Comune, e non posso“. Tentativo fallito, dunque. Ci era arrivata voce che il Commissario fosse stato addirittura diffidato. Niente da fare. Presso l’Assessorato alla Sanità del Comune di Palermo, più volte contattato questo pomeriggio, non risponde nessuno. Ovviamente, sia l’Assessore Di Trapani, che i Responsabili dell’Ufficio Diritti Animali (che ha sede presso l’Assessorato) saremo lieti di poterli ospitare per una replica.
Il canile di Palermo, che è anche Presidio Veterinario, è gestito dal Comune. Agli aspetti medico veterinari provvede l’ASL. Nessun problema neanche con loro.
La struttura è divisa in due aree, piazzate più o meno frontalmente a ridosso delle sponde opposte dal fiume Oreto. C’è il canile storico, ovvero quello di via Tiro a Segno e l’ex macello. Le foto che vi proponiamo sono state scattate in entrambe le strutture. L’area allagata è quella del cosiddetto “giardino” (vecchia struttura), che però quando piove si trasforma in una colorata palude verde per il cani anfibio. In uno di questi laghetti vi è pure un evidente sviluppo algale. Acqua color smeraldo, fatto giustificabile solo con l’apporto di nutrimento derivante dalle deiezioni dei cani. Siamo poi a gennaio, e queste cose dovrebbero avvenire solo nei mesi caldi, salvo notevole concimazione.
Alcune ciotole sono semigalleggianti. L’acqua passa nelle gabbie attigue. Qui la coloritura è marroncina. Tra le pozze, si aggirano alcuni grossi incroci, tipo pastore tedesco. Fino a dieci, undici cani in gabbie percorribili solo sopra cordoli di cemento ancora non invasi dall’acqua. Poi c’è la gabbia della rete nuovamente rotta (incrociamo le dita). Seguono (nella parte interna della vecchia struttura) le gabbie con i cuccioli, alcuni dei quali sono sistemati assieme a cani adulti. Poi ci sono i gatti, chiusi all’interno di orrende gabbie metalliche da fare invidia ad un allevamento di galline ovaiole. Un gatto è morto. Gli altri continueranno a sentire lo stressante (almeno per loro) abbaiare dei cani.
Sempre nella vecchia struttura c’è quella che dovrebbe essere una zona di sgambettamento, solo che è occupata da una decina di cuccioloni, e poi ha piovuto e c’è la paludina. Non mancano le stanze di degenza, quelle del post operatorio. Non hanno riscaldamento. I cani vanno in terra, in degenza … fredda.
Fin qui, comunque, tutto bene, almeno per i parametri di Palermo. Dove verrebbe di urlare solo rabbia è nell’ex macello, vicino alle stalle abusive dei cavalli con i liquami che colano, così come scoperto durante un controllo del Corpo Forestale della Regione siciliana, nella struttura dove insiste anche il canile. L’ex macello è un luogo di abbandono. Entriamo senza che nessuno ci chieda chi siamo. Anzi, non incontriamo proprio nessuno. Il nostro motorino corre tra gli edifici prima adibiti a stalle per bovini, cavalli, ovini, caprini. Ci fermiamo nei pressi dell’ex camera della morte. Anche qui non c’è più nessuno, tranne i cani. Alcuni danno l’impressione di essere rinchiusi da anni. Di sicuro mai nessuno li ha lavati. Il pelo è trasformato in una sorta di ciabatta compatta. Un cane (di recente trasferito presso la prima struttura) ha nella porte posteriore delle macchie nerastre. Altri croste scure. Si fanno accarezzare, ci leccano. Sarebbero questi gli aggressivi cani che la città di Palermo ha gettato in un crudele dimenticatoio.
Chi ci accompagna ci informa che nel pomeriggio di martedì e giovedì dovrebbero esserci gli operai della Gesip, la società controllata del Comune. Non ci sono però soldi ed il servizio rimane virtuale. Operai, oppure no, a noi non ci ha fermato nessuno. A quei poveri cani avremmo potuto fare di tutto. Nessuno se ne sarebbe accorto.
In una gabbia c’è una sorta di contenitore di plastica rigida malamente ritagliata che dovrebbe impedire di stazionare in terra. Dietro, sul muro, degli anelli ai quali venivano legati gli animali da macello prima di essere trasferiti per il colpo finale. La camera dalla quale venivano usciti sotto forma di bistecche, interiora per “stigghiola” (arrosto di budella e cipolla), milze e polmoni per i panini.
In un’altra gabbia la ciotola dell’acqua. Il colore del liquame è ancora una volta verde smeraldo, ma questa volta gli addobbi delle intemperie stagionali sono poco pertinenti. Almeno in via Tiro a Segno l’acqua da bere sembrava pulita. Li ci sono anche le strutture che il Comune ha destinato ai Veterinari, c’è l’ambulatorio (freddo) e la casetta con gli operai Gesip e il Commissario Giuseppe Medici che però, non può dirci niente. Diffidato, dice qualcuno. Lui però, non conferma (ma neanche smentisce, non può dir niente). Sentiamo di nuovo i volontari e chiediamo quante volte hanno incontrato l’Assessore al ramo.
“Nessuna volta. Cosa ci sta a fare – dicono Daniela Brunetto e Alessandra Musso – venga al canile l’Assessore Di Trapani, rattoppi almeno quella rete“.
Inizia a piovere. Una pioggerella leggera, con un tuono lontano. Dalla vicina via Macello, si odono nitrire i cavalli. Cielo plumbeo. A completare il quadro pure il fumo delle già citate stigghiola. Un fumo denso ed un odore forte, acre. Rimettiamo i cani al loro posto. Da dietro le barre ci guardano come rassegnati. Dimenticati da tutti o quasi. Andando via e ripassando da quelle (ex) stalle, sembra quasi di rivedere gli animali che non ci sono più, come i cani dimenticati di Palermo.
Dove finiscono i fondi della città di Palermo? Se i palermitani, invece di avere interdetta l’informazione, avessero saputo delle condizioni di quei posti, può darsi che avrebbero fatto a mano delle lucette natalizie nei platani di via Libertà, o di altre amenità che sicuramente non rappresentano la sensibilità di una città composta anche da chi tanto da, senza nulla prendere. Forse, al canile municipale, non c’è più nulla da prendere.
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in quanto operaio gesip posso confermare quanto scritto sopra. purtroppo c’è anche qualche operaio che sta lì solo per lavoro quando potrebbero metterci lavoratori che amano gli animali …e ce ne sono tanti!!
amori belli..povere stelle…che vita schifosa
Le foto sono documenti inoppugnabili e se fossero state scattate in uno dei paesi del Terzo Mondo ci scapperebbe di dire :ma come trattano gli animali? Siamo a Palermo, capoluogo della regione Sicilia,terra di cani dannati e sarebbe il tempo che qualcosa cominciasse a cambiare in meglio per queste creature. Pongo una domanda e non so chi può rispondere, ma per questo scempio c’è qualche associazione che ha presentato denuncia? Quel gattino morto dentro una gabbia angusta e fatiscente grida giustizia!!
provo ripugnanza nei confronti di questa gente!!!!!!!! Povere creature innocenti quanta sofferenza per colpa di esseri ignobili!!!!!!!!!!!!Ma in Sicilia ci sarà pure qualcuno che ami gli animali ? Sono troppi i casi di maltrattamento!!!!!
Ho guardato le foto: sono davvero terrificanti! Ma come si può tenere dei cani in quelle condizioni!!!!! Non ho parole!! Ma possibile che non ci sia un’anima buona che senta il dovere di prendersi cura di questi poveri animali così bisognosi di tutto? Ma avete visto quel povero cagnolino in che stato è? E il gattino morto? E l’acqua schifosa? Cristo santo, ma un po’ di buona volontà!!!!
Rispondo innanzitutto a Maria Elena: non immagini neanche quante denunce, nel corso degli anni, sono state fatte, e anche per fatti non inerenti alla struttura di piazza Tiro a segno….ma non è mai stato punito nessuno. E adesso rispondo a tutti: inizio col precisare che se le medesime condizioni vengono riscontrate in un rifugio privato, che non riceve nessun aiuto dalle Istituzioni, scatta la denuncia immediata per maltrattamento, inquinamento, abusivismo, etc. Ma quella è una struttura comunale e tutto è lecito, nessuno paga, nessuno perde il posto. Vi chiedete che cosa fà l’Assessore Di Trapani quando invece dovreste chiedervi dov’era un mese fa, prima di ricevere l’incarico alla Sanità, e dove sarà tra un mese, quando riceverà un altro incarico. Qui gli Assessori si avvicendano di mese in mese ecco perchè nessuno di essi ha interesse a cambiare le cose, perchè tanto non pagherà per eventuali inadempienze; tra l’altro le intenzioni di questo Assessore si erano viste subito…ricordo ancora la frase sconfortante del suo discorso alla premiazione degli angeli di Tao, ” questo canile deve funzionare come un orologio…..tanti cani entrano e tanti escono”…..ora il problema è come escono; o abbandonati per strada ( perchè la reimmissione in territorio è, per me e come è condotta qui, solo un ” ABBANDONO ISTITUZIONALIZZATO”), oppure nei sacchi come carcasse. Non stupiamoci quindi di come vanno le cose e non speriamo che se i cittadini conoscessero questa realtà probabilmente avrebbero rinunciato agli addobbi natalizi, perchè sono gli stessi che se vedono un animale incidentato non fanno nulla. Un ultima riflessione…..vi siete mai chiesti, quando il reponsabile sanitario del canile nell’estate del 2010, ha istituito il “vuoto sanitario” per un epidemia di polmonite, quanti cani sono morti per strada?….Avremmo dovuto rivolgere le stesse critiche anche allora e invece nessuno ha parlato……
Ma di quei poveri mici ne vogliamo parlare?Come si possono tenere in quelle condizioni?è disumana la condizione in cui vivono queste povere creature….che schifo che vergogna……
Bisogna che tutti noi Palermitani ci uniamo e andiamo a prendere a calci nei paesi bassi questi BASTARDI!
Come possono trattare così tutti quei poveri angioletti è uno schifo, essendo palermitana rispondo a tutti dicendo che avrei rinunciato alle luci al concerto e a tutto il resto, inoltre sono disponibile a dare una mano da volontaria per questi poveri tesorini affidati alle grinfie di mostri!
vi darò presto notizie
saluti
MELOGRANO MEDITERRANEO
Non si possono tenere così….. è contro la legge…. poveri cani, poveri gatti…..Si possono continuare i commenti all’infinito, ma non si cambia la situazione,e gli animali continuano a stare male. a morire e a sbranarsi!!Se esiste la legge va fatta rispettare anche ai signori del comune che ,sembra ,se ne “infischino “o che, ancor peggio ci speculano sopra.Io non sono che un’amante degli animali e della giustizia e non abito in quella zona, ma se una “cosa” del genere capitasse qui, non potrei restare ferma ,televisione ,giornali ,internet, qualunque mezzo lecito per aiutarli e sono certa che tutti gli amanti degli animali si unirebbero a me in difesa dei più deboli.
Leggo vari commenti… Poverino…bisogna fare… Ma voi dove siete? perche’ nn venite ad aiutarci ad incentivare le adozioni?
Le foto rappresentano la negligente conduzione del canile dove è ravvisabile il reato di maltrattamento, perchè è maltrattamento quello che si vede nelle foto e questo è un punto. C’è da dire un’altra cosa: il comune di Palermo dice di non avere i soldi per il canile, mentre per altre faccende i soldi ci sono sempre.
C’è qualcuno di Palermo o comunque della zona che possa raccogliere l’indignazione di noi tutti e guidarla in’azione comune che porti alla punizione dei colpevoli e ad un cambio nel personale dirigente? Per il resto non commento neanche le foto viste perchè la rabbia e la tristezza, nonché il disgusto per l’ignoranza è bestialità umana sono complicatissime da rendere nella loro pienezza. Sono molto sdegnata ma resto speranzosa che, qualcuno del luogo che possa avere meglio il polso della situazione e migliore conoscenza rispetto alle azioni più consone da attuare ci lanci un appello al quale rispondere con doverosa partecipazione!
C’è qualcuno di Palermo o comunque della zona che possa raccogliere l’indignazione di noi tutti e guidarla in un’azione comune che porti alla punizione dei colpevoli e ad un cambio nel personale dirigente? Per il resto non commento neanche le foto viste perchè la rabbia e la tristezza, nonché il disgusto per l’ignoranza e la bestialità umana sono complicatissime da rendere nella loro pienezza. Sono molto sdegnata ma resto speranzosa che, qualcuno del luogo che possa avere meglio il polso della situazione e migliore conoscenza rispetto alle azioni più consone da attuare ci lanci un appello al quale rispondere con doverosa partecipazione!
Denunce? Ci passa più a scrivere che a fare altro. Sarebbe ora che chiunque vive dei disagi con il canile o che cmq si trova di fronte a disservizi e/o maltrattamenti prenda le penna e scriva invece di far finta di nulla e sbraitare inutilmente.
E’ tanta la gente che soccorre animali in strada senza ricevere risposte dal canile comunale(nei giorni in cui la reperibilità non è attiva) e chiama le associazioni per avere risolto il problema. Se non si riesce a dare aiuto partono accuse e offese…però quando inviti questa stessa gente a denunciare quanto accaduto (con il nostro supporto s’intende) ti riattacca il telefono in faccia. Adesso basta invece di parlare bisogna agire! Si pensa sempre a risolvere il problema portando l’animale dal privato (e diciamoci la verità…a tutti piacerebbe portare animali bisognosi di cure nei migliori ambulatori privati) ma se nel frattempo ci si dimentica di denunciare il mancato soccorso o cmq il disservizio così non si risolve il problema. Si salva il singolo e non si pensa a far cambiare la situazione per tutti gli sfortunati che non incontrano nel loro cammino un volontario o cmq una persona disposta ad occuparsene privatamente. Se io porto un animale in canile per le cure devo dormire sogni tranquilli. L’animale deve ricevere le giuste e dovute attenzioni. Solo se saremo costanti nel rompere i c………. le cose cambieranno.
Lida Palermo
ringrazio l’operaio gesip che ha risposto e concordo con lui. grazie