GEAPRESS – Un incidente, niente atto provocato, ma quel povero cane è volato dal balcone. L’impatto con il terreno è stato tremendo. Il tonfo è stato chiaramente avvertito dai passanti e le condizioni di quel povero cagnolino sono apparse subito gravi. Una signora che si trovava a passare cerca aiuto. Il fatto accaduto a Palermo è stato stamani riferito, dalla stessa signora, nel corso di Ditelo a RGS, la popolare trasmissione radiofonica di Radio Giornale di Sicilia.

Iniziano le chiamate ai numeri di emergenza, ma nessuno interviene. Il piccolo cane, ormai prossimo alla morte, è sempre nel marciapiede ma la signora continua a chiedere aiuto. “Un passante – riferisce la donna – si fermato ma solo per dirmi: signora è un cane non interverrà nessuno”. Il cagnetto, a quanto pare, è morto di lì a poco.

Un episodio grave, per Enrico Rizzi, Coordinatore Nazionale del PAE, anch’esso presente in trasmissione, che andrebbe subito chiarito. Un fatto analogo a quanto successo appena lo scorso fine settimana a Trapani, dove una bambina ha assistito per due ore sotto la pioggia un povero cane investito (vedi articolo GeaPress).

Eppure, a Palermo, non molto cambierà nel prossimo futuro. Per l’Assessore al ramo Giuseppe Barbera, infatti, la ristrutturazione del vecchio canile di via Tiro a Segno, è di fatto bloccata da un problema procedurale tra ufficio appaltante regionale e quello comunale. Una volta sbloccati i lavori si procederà alla messa a norma, ovvero una ristrutturazione complessiva, finora mancata. In questo periodo, però, il canile rimarrà chiuso. Ad ogni modo, ha riferito l’Assessore Barbera, nel futuro il vecchio canile funzionerà solo come luogo di sterilizzazioni e adozioni. Il nuovo canile, ha riferito Barbera, sorgerà invece in un terreno recentemente individuato nella periferia della città, a Bellolampo, luogo altresì noto per il grave incendio divampato questa estate (vedi articolo e foto GeaPress).

Sulla questione è poi intervenuto, con una sua nota lo stesso Rizzi. “Diciamo le cose come stanno – commenta Rizzi – quel terreno, se, come penso, è lo stesso del quale stiamo parlando, risale ad una variante del piano regolatore risalente ad almeno sei/sette anni addietro. Non è esattamente in periferia – aggiunge Rizzi – piuttosto in montagna o quasi, di fatto confinante con l’attuale discarica ed il luogo che venne scelto per l’allora progetto del termovalorizzatore. Io, il mio cane, in quel posto non lo porterei mai.”.

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