GEAPRESS – Dopo le recenti polemiche causate dall’intenzione del Comune di Palermo di voler chiudere ogni accesso al canile di Palermo, in parte ritirate dopo le proteste degli animalisti, un nuovo disagio rischia di aggravare una situazione già molto delicata.

Il fatto è accaduto a Bellolampo, proprio nei pressi della mega discarica di Palermo bruciata nei giorni scorsi, regalando diossina sulla città e nelle zone limitrofe. Un grosso cane, molto aggressivo, legato ad un albero attecchito in un dirupo. Sarebbe dovuto intervenire il mezzo del Comune ma, nel capoluogo siciliano, anche un banale guasto può interrompere il servizio per un tempo indefinito.

Sta di fatto che i volontari si sono dovuti organizzare con un Veterinario dello stesso canile. Raggiunto il luogo il cane è stato sedato ed in tal maniera lo si è potuto ricoverare. Viceversa, sarebbe morto legato a quell’albero nel dirupo.

Tutto fermo, dunque, anche per animali incidentati e bisognosi di cure. Era già successo lo scorso luglio. Il furgone rimase in officina per più di dieci giorni, stavolta per un guasto ai freni, creando non poche difficoltà. Un solo furgone, sostengono i volontari, è già di per sé insufficiente per una città grande come Palermo. Lasciarlo per settimane intere fuori uso, non può che generare il caos.

E’ un grosso problema – ha dichiarato Giusy Caldo – consigliere della Lida Palermo – il furgone è essenziale sia per l’assistenza agli animali in difficoltà, sia per preservare l’incolumità pubblica, laddove la segnalazione attenga a presunti cani mordaci, pericolosi e di cui la cittadinanza chiede l’immediato prelievo”.

Animali che ora vengono soccorsi solo in funzione della disponibilità dei volontari, a loro spese e con mezzi di certo non opportuni quanto un furgone attrezzato.

L’accalappiamento con mezzi inidonei come le autovetture private – dichiara Alessandra Musso, presidente della Lida Palermo – si presenta spesso problematico, comportando, peraltro, lungaggini nel prelievo degli animali, che può avvenire “uno alla volta”, senza contare che le difficoltà aumentano esponenzialmente tutte le volte in cui l’animale sia rinvenuto legato ad un albero, al guard rail, ad un palo.”

Un obbligo, quello dei Comuni che in questo caso verrebbe disatteso. Per questo i volontari chiedono un furgone funzionante. Nel caso contrario adiranno le vie legali.

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