GEAPRESS – A volte le cose semplici possono diventare complicate ed a secondo dei luoghi addirittura complicatissime. Meglio non dire il quartiere di Palermo, per non attirare qualche inimicizia. Di sicuro è una zona periferica dove nel passato sono già apparsi alcuni cani da caccia entrati a pieno titolo nella categoria del cane randagio.

Della piccola setter, invece, è già difficile così come appare ricondurla ad una cane. Lasciamo perdere la sua possibile provenienza. Di sicuro deve andare via da dove le due volontarie stanno facendo di tutto per recuperarla. Lei, la piccola setter, è apparsa un giorno con la testa incastrata in uno delle centinaia di migliaia di sacchetti dell’immondizia che stanno sommergendo Palermo. Almeno, sebbene in tal maniera, il mangiare non le manca, ma appena ci si avvicina, scappa via. Così è successo ad Irene, appena è riuscita a liberarla dal sacchetto di rifiuti.

Forse la leishmania, o forse qualche altro problema. Irene ha fatto vedere le fotografie al veterinario di fiducia, il quale propendeva per la prima ipotesi. Finchè la piccola setter non si riuscirà a prenderla poco o nulla si potrà dire.

Irene, nel passato, ha chiamato il presidio sanitario dell’Asl dove, per i recuperi in strada, interviene il Comune di Palermo. I tempi di attivazione di quest’ultimo, però, non sono compatibili con la presenza effimera della piccola setter. Sembra un’ombra, o poco più. Il tempo di acciuffare qualche boccone di cibo che le porta Irene, e subito scompare. Forse meglio così.

Irene e la sorella che la coadiuva, cerca aiuto. Lei da sola non è in grado di prendere la cagnolina e l’ipotesi di utilizzare un tranquillante nel cibo, dietro controllo del veterinario, non regge. Nessuno sa dove la cagnetta si va a nascondere. Basta un pò di pazienza ed a poco a poco la cagnetta si avvicinerà quanto basta per farsi mettere un collare. Certo che se qualcheduno avesse subito avvisato della sua presenza, prima di ridursi pelle ed ossa… L’appello Irene lo rivolge ai volontari di Palermo che come lei, ogni giorno, hanno a cuore i problemi dei cani randagi. Per potere contattare la volontaria, GeaPress mette a disposizione la seguente email info@geapress.org  (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

VEDI PHOTO GALLERY: