GEAPRESS – Sembrava una storia fra le tante, accompagnate dalle accuse di ritardi nei soccorsi. Quel cagnolino, però, è morto. Secondo alcune voci girate nel canile municipale di Palermo, si tratterebbe della grave conseguenza di una banale mancanza.

Era un cane di quartiere, dotato di microchip. Secondo i volontari non era stato accolto. Niente cani, il canile è sovraffollato. Pure a luglio, sotto il sole cocente, bisogna attendere. Poi una volontaria era riuscita a portarlo in canile dove, però, sarebbe venuto a mancare da lì a poco.

I fatti sarebbero avvenuti pochi giorni addietro, sul finire di giugno. Nessuno sapeva che quel povero cagnolino era stato filmato. Un video shock, che lo ritrae da solo in una specie di barella ed addirittura in terra con una flebo. A quanto pare il tutto è diventato parte integrante di una denuncia presentata alla Polizia Giudiziaria.

Vedendo il video, il cane sembrerebbe affetto da una grave forma di insufficienza respiratoria. Forse un colpo di calore. Di certo attorno a lui non c’è nessuno, tanto da essere stato addirittura filmato in totale sicurezza. E’ in questa fase che interviene una seconda persona, diversa da chi era riuscita a far entrare il cane nella struttura. Il cane, ormai è stato ripreso. Da lì a poco, morirà.

Le voci si rincorrono e c’è solo da sperare che non corrisponda al vero che la macchina dell’ossigeno non era in loco perché trasferita a Lampedusa per l’inaugurazione del locale centro di sterilizzazione per cani e gatti randagi. Per la cronaca si tratta dell’inaugurazione alla quale ha presenziato il Sottosegretario Elio Cardinale. Da Lampedusa, sebbene in forma non ufficiale, negano. C’è una bombola di ossigeno ed un tavolo operatorio forse arrivato da Palermo. Per la bombola, però, qualora arrivata da Palermo, non ci vuole molto a sostituirla. Forse, ma di bombole al canile, non è chiaro se a tutt’oggi ce ne siano.

Secondo quanto si è avuto modo di apprendere il cane sarebbe stato rinvenuto in terra. Poi delle persone esterne al canile, impietosite, lo avrebbe adagiato su una barella. Sarebbe stato impedito, però, di trasferirlo in una struttura esterna specializzata per le cure del caso. A spese, peraltro, non del canile. Un fatto che, se appurato, rappresenterebbe un ennesimo elemento di polemica dopo le accuse già riferite nei giorni scorsi, di non prestare soccorsi ad animali bisognosi. Ora anche la mancanza di macchinari adeguati.

Muore così, fra atroci patimenti, uno dei tanti cani del Comune di Palermo, assistito, se così si può dire, da una struttura vecchia, verosimilmente poco funzionale e che non offrirebbe neanche i più elementari servizi di pronto intervento.

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