GEAPRESS – Manca solo la Conferenza Stato Regioni e le modifiche (in realtà nuova legge che cancella la precedente) alla vecchia 281/91 (legge randagismo), previste nel Comitato Ristretto della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, saranno pronte per i restanti lavori parlamentari. Ma quali lavori? Probabilmente molto pochi, visto che la corsia scelta per i successivi impegni delle nostre sedi di rappresentanza democratica (Camera dei Deputati e Senato), sarà quella deliberante.

La “sede deliberante” esclude del tutto i lavori in Aula. In altri termini, la proposta di legge è blindata. Non a caso tale iter è una eredità dal fascismo ed,  in Europa, l’altro paese che ha un procedimento simile è la Spagna (eredità Franco). Pur ripudiando le dittature, la cosa darebbe dei risvolti positivi se la proposta fosse buona. Ma nel nostro caso non è così. Questo nonostante le dichiarazioni del Relatore On.le Gianni Mancuso e del Sottosegretario alla Salute Francesca Martini. Non a caso mancano le dichiarazioni avverse delle grandi associazioni di categoria di allevatori e commercianti di animali che, invece, avevano fatto capolino nel precedente testo. Vecchio, iniziale, testo, a dire il vero molto presente tra i cacciatori e, per niente o quasi, pubblicamente discusso in sede animalista.

In un precedente articolo (vedi articolo GeaPress) dedicato al video sui canili lager prodotto dalla Task Force ministeriale, avevamo pubblicato il Testo di modifica così come era sul finire del 2009 (scarica qui Codice animali affezione).

Ecco cosa cambia con il nuovo ( scarica qui nuova proposta 281).

Oggetto della proposta continuano ad essere solo gli animali d’affezione, ma questo è un limite inevitabile se si affronta la legge 281, a loro dedicata. Quello che preoccupa, invece, è la sempre più marcata attenzione del nostro legislatore esclusivamente verso gli animali d’affezione, mentre tutte le altre categorie vengono spinte in clamorosi, quanto spesso silenti, passi indietro. E’ di poche ore la notizia che le stagioni di caccia in Piemonte rivedranno la figura degli animali “nocivi” ai quali si potrà sparare tutto l’anno. Vi è, poi, la legge zoo che nulla realmente prevede, tanto da fare spuntare come funghi nuovi serragli in tutta Italia. Oppure la proposta di legge sui palii di cavalli che secondo indiscrezioni circolate sarà una fotocopia, o quasi, dell’Ordinanza Martini (scarica qui Ordinanza Equidi). Già il Sindaco di Siena si era dichiarato in favore dell’Ordinanza la quale, trasformata in legge, fornirà la cosiddetta legge speciale (ovvero di settore) contro la quale nulla potrà la legge sui maltrattamenti. Questa, peraltro, è già ampiamente menomata, per non dire del tutto esclusa, dal campo di applicazione nei confronti di tali manifestazioni.

COSA CAMBIA TRA VECCHIA E NUOVA PROPOSTA IN TEMA DI MODIFICA (ABOLIZIONE) DELLA 281?

Tanto. Non sarà più neanche la legge degli animali d’affezione, bensì quella dei cani e dei gatti. Solo loro avranno diritto alla certificazione di sangue blu. L’animale d’affezione non sarà più quello “tenuto o destinato ad essere tenuto dall’uomo per compagnia o affezione”, così come nella iniziale proposta, ma sarà bensì solo cane e gatto. Scompaiono gli articoli dedicati alla tutela nel corso delle produzioni cinematografiche e televisive (tra cui il divieto di sedare l’animale), oltre che, quasi del tutto, sul trasporto. Problema grosso, invece, per il randagismo. Continueranno le sterilizzazioni e ci sarà la figura del “cane libero accudito”, ma i Sindaci avranno l’obbligo della cattura e chiusura in un rifugio (ovvero anche in un canile privato convenzionato). Faranno eccezione quei cani che, dietro l’onere del mantenimento in strada, saranno accuditi dalle associazioni. Ed i cani liberi in zone dove non vi sono associazioni? Attenzione, perché prima d’ora il Comune, dovendo adempiere alle legge 281/91, poteva sterilizzare e reimettere in strada. Ora tutto questo è subordinato alla presenza di persone in strada, con l’aggravante (considerata l’esperienza dei canili lager) che dietro simboli di nuove associazioni potranno nascondersi nuovi e vecchi speculatori.

Nota positiva, invece, sull’impignorabilità di cani e gatti. Verrà modificato, per questo, il Codice di Procedura Civile. Vi sarà poi la previsione della medicina veterinaria di base per le fasce svantaggiate. Su fronte avvelenamenti, invece, è previsto l’obbligo di inserire nelle esche per topi e lumache, sostanze che le rendono amare, salvando così dall’avvelenamento gli altri animali. Per i topicidi, inoltre, le esche dovranno essere contenute in contenitori non raggiungibili, se non dal ratto. Nulla sulle altre sostanze potenzialmente velenose. Vi erano delle previsioni nella precedente proposta, ma sono state tolte.

E per la legge sui maltrattamenti di animali tanto pubblicizzata, alla sua approvazione, per mandare in galera gli aguzzini?
Rimane una farsa, almeno sotto questo punto di vista. Unica eccezione l’articolo che prevede il divieto di combattimenti e competizioni non autorizzate. L’arresto (peraltro solo facoltativo) in flagranza di reato non sarà possibile solo per organizzatori e promotori (figura quasi impossibile da rintracciare, come più volte abbiamo denunciato su GeaPress) ma anche per chi partecipa a qualsiasi titolo. Meno male. Di fatto, prima di questa modifica, la pena era come quella prevista per un “normale” maltrattamento. L’altra modifica, solo per uccisione e maltrattamento di animali, riguarda invece l’aggravio per chi, in tale contesto,  si macchia del (già) reato relativo all’esercizio abusivo della professione veterinaria.

E sulle fiere di animali, ad esempio, le famigerate mostre del cucciolo?
Nessun divieto, anzi la soglia di età per i cuccioli è scesa da sei mesi, della prima proposta, a soli quattro. Troppo poche le sanzioni per chi vende in tali manifestazioni (pena massima 5000 euro) e senza specificare neanche se per ogni animale venduto (uno, come cento, sarà lo stesso). Impossibile, inoltre, ottenere la confisca obbligatoria. Non solo, pur di autorizzarle è stato scritto che saranno vietate quelle aventi oggetto esclusivamente animali d’affezione. Cosa significa tutto ciò? Che basterà aggiungere, come già avviene, una iguana ed una tartaruga e la fiera del cucciolo sarà possibile. Basterà avere un’autorizzazione per mostra faunistica zoo (del tutto identica a quella dei circhi equestri) rilasciata dal Ministero per i Beni Culturali (sic!) e si potrà anche derogare, se impresa circense, agli obblighi, seppur blandi, di cui alla legge zoo.

In altri termini l’Italia protegge (per finta o quasi) solo cani e gatti, i quali possono essere esposti fin da cuccioli in un circo e di fatto, considerata la blanda sanzione, pure (illegalmente) venduti. Per i randagi, si apriranno le porte di un canile, tranne se il volontario si assumerà l’onore del suo mantenimento in strada. Non essendoci volontari a sufficienza e dando per scontato che i canili si riempiranno, ne sorgeranno altri convenzionati. 

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