GEAPRESS – Voleva probabilmente colpire una Associazione animalista, forse la LAV, chi ha inviato un dettagliato esposto anonimo su un piccolo canile abusivo. Da questo atto, lo scorso 18 maggio, è partita l’operazione del Corpo Forestale dello Stato che, su disposizione della Procura della Repubblica di Nola, è intervenuto in località “Bracciolla”, nel Comune di Nola, sequestrando la piccola struttura adibita a canile.

La LAV era stata indebitamente chiamata in ballo, visto che nulla aveva a che fare con questa storia, ma l’esposto recitava con dovizia di particolari i luoghi. Sicuramente l’anonimo doveva esservi stato. Il piccolo canile, però, c’era veramente e deteneva 19 cani. E’ risultato abusivo, ma i cani erano tutti in buono stato di salute. Nessuna malattia o denutrizione. La precarietà del posto ha però indotto i Medici veterinari dell’ASL NA/3, a trasferire i cani in una delle tre strutture gestite da privati che ricadono nella zona.

I diciannove cani erano tutti compresi tra i cinque ed i quindici anni, e solo quattro risultavano microchippati. Alcuni erano stati abbandonati difronte la piccola struttura.

La piccola struttura di località Bracciolla, risultava costruita con materiali di risulta. Arrangiata in maniera quantomeno approssimata. I cani erano sistemati in tre recinti senza pavimentazione e senza evidente igienizzazione dei luoghi.

L’area è intestata a due fratelli che gestiscono dei capannoni per attività artigianali, limitrofi al piccolo canile. Irregolarità sono state riscontrate anche su questi capannoni. E’ probabile che gli stessi proprietari del terreno avessero concesso alle due signore che gestivano la piccola struttura adibita a canile, un luogo per accogliere dei cani randagi. L’aspetto però più strano è che una delle due signore è risaputa essere molto attiva nella denuncia della mega strutture private convenzionate tra cui una, sequestrata un anno addietro, dove vennero rinvenuti 350 cani. Venne pure trovata una fossa comune piena di resti di cani morti.

Ad intervenire a Nola lo scorso 18 maggio, sono stati gli agenti del Comando Stazione di Marigliano e Roccarainola del Corpo Forestale dello Stato, guidati dal Sovrintendente Geremia Cavezza. Mentre il sequestro è stato disposto a seguito dell’intervento dei Veterinari della sanità campana. Il Corpo Forestale dello Stato è ormai attivo in numerosi interventi ancor più finalizzati, secondo le disposizioni del Comandante Provinciale dott. Sergio Costa, nella repressione dei reati di maltrattamento e del trasporto degli animali. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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