GEAPRESS – Ancora all’asciutto. E’ già successo altre volte. A settembre scorso il parlamentare PDL On. Marcello  Di Caterina presentava un’interrogazione parlamentare per “evitare il decesso di oltre 180 cani che rischiano di morire  per mancanza d’acqua presso il rifugio denominato “La Fenice” di Napoli, a causa di un guasto alla rete idrica“. L’interrogazione era rivolta al Ministro della Salute, Fazio ed al Ministro dell’Ambiente. Prestigiacomo.

Nel corso degli anni precedente, a partire dal 2002“, continua il Di Caterina nell’interrogazione “il canile interessato ha ricevuto in maniera precaria e temporanea, dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, la fornitura di acqua antincendio, con l’indifferenza evidente e manifesta da parte delle istituzioni locali, che nel frattempo non sono intervenute per rendere più decorosa ed accogliente la struttura d’accoglienza interessata, che rappresenta un punto di riferimento nevralgico per la gestione del randagismo per l’intera città di Napoli e che si è caricata di oneri ed incombenze sgravando di numerosi impegni finanziari, pari a 100mila euro all’anno, sia gli uffici delle ASL per la raccolta per strada di oltre 150 cani all’anno, curati e sterilizzati a carico dello stesso rifugio La Fenice di Ponticelli, che nei riguardi  della stessa amministrazione comunale di Napoli.”

Ad ottobre del 2010 un analogo appello veniva lanciato dal Commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli  “gli ospiti del canile sono allo stremo, come i volontari che sostengono gratuitamente la struttura. Non permetteremo che questi animali muoiano.”

Il Rifugio è collegato alla rete idrica della vicina Caserma dei Vigili del Fuoco,  perché la  Arin – Azienda Risorse Idriche Napoli  spa – si rifiutò di realizzare un’apposita rete idrica, ritenendo meno dispendioso l’allacciamento alla Caserma stessa;  ora, per la vetustà e la fatiscenza della rete, la conduttura è saltata ed i Vigili del Fuoco si sono trovati costretti a chiudere l’acqua!
La trafila “burocratica” da affrontare e l’onere che ne deriverebbe per un nuovo allaccio non può essere sostenuto dall’associazione, inoltre c’è uno sfratto che incombe su tutto.

Intanto l’acqua che serve per il rifugio viene portata dai volontari con taniche e secchi. In piena Città. Nel 2011!
Asl veterinaria e Comune sono ben informati dei fatti.

Quattro persone per 180 cani, tra questi 20 disabili, incontinenti e paralizzati, che vanno lavati più volte al giorno. Hanno bisogno del nostro sostegno e della nostra mobilitazione: da soli non possono farcela.

Il Rifugio La Fenice  è stato realizzato da un gruppo di volontarie della ADLA ONLUS nel 1996, la mission “ospitare i cani abbandonati che si trovano soli al mondo, a rischio investimento, maltrattamenti e avvelenamenti in attesa di ridar loro una nuova meravigliosa opportunità“.

Accade a Ponticelli,  popoloso quartiere della zona orientale di Napoli. Il sostegno economico è garantito quasi esclusivamente da “benefattori”.
La struttura è fatiscente, andrebbe ristrutturata, l’acqua, oggi vera e propria emergenza, non è l’unico problema; nonostante tutto dal rifugio i cani escono per entrare nelle famiglie, le adozioni a La Fenice, si fanno! (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

VEDI VIDEO RIFUGIO LA FENICE – 17 gennaio 2011: