GEAPRESS – Cani bruciati, con la testa spaccata, cuccioli che crescono tra i rifiuti. Poi i cani malati, quelli che pur tra mille sacrifici, a volte non è possibile arrivare a curare. Napoli nord, ed il giuglianese in particolare, è uno degli inferni del randagismo italiano.

Cani di nessuno, ovvero il frutto di politiche sbagliate e che non prevedono una cosa fondamentale: il controllo dell’avvenuta microchippatura. Sembra un impegno di poco conto, ma in fin dei conti rappresenta il contatto tra le istituzioni ed il proprio territorio. Fatto, quest’ultimo, che in intere aree del nostro paese, non avviene.

I cuccioli dietro la discarica, intanto crescono. Sono vivi grazie al piccolo rudimentale giaciglio costruito dalle volontarie ed al mangiare portato ogni giorno.

Angela Marzella e Germana Vivaldi non si perdono d’animo ma la lotta, a volte, è veramente contro i titani. Può così capitare che le varie emergenze impongono la scelta del male minore.

Tra cani da accudire ogni giorno e nuovi abbandoni, può allora succedere che dei cuccioli, partoriti in una casolare pericolante a due passi della discarica di Giugliano, devono rimanere in quel fetido posto. La madre, infatti, è imprendibile. Si preferisce così passare ogni giorno e portare loro del cibo, nella speranza che nessuno li veda. Il posto, poi, è estremamente pericoloso, ed i volontari rischiano la loro stessa incolumità fisica. Da un mese si va avanti così. Coperte, un pasto caldo e l’acqua.

Tutto attorno è lo sfascio, ambientale e sociale. Una discarica, ufficialmente non operativa, ed un dedalo di vie polverose che si inoltrano tra piccoli campi coltivati e terreni abbandonati. In questi mesi le volontarie hanno trovato di tutto. Dai cani menomati, fucilati e finanche bruciati.

Il degrado è palese ma a volte – riferisce Germana Vivaldi a GeaPress – tali realtà sono effettivamente difficili da scorgere“. Realtà, cioè, volutamente occultate ed ignorate perché prenderne atto implicherebbe dover agire. Ed allora si tira a campare, ignorando i problemi, le vittime di questo sistema, ed il conto che prima o poi arriverà. “E’ più semplice fingere che un problema non ci sia” conclude Germana Vivaldi.

Intanto, per i cuccioli nella discarica, il momento dello svezzamento si avvicina. Solo allora si potrà intervenire, quando la madre, imprendibile, non avrà più il latte. Pronta, cioè, a partorire di nuovo, in discarica.

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