GEAPRESS – Chiusi in un buio ed umido casolare. La beffa è che il tugurio si trova lungo la strada del canile privato convenzionato di Boscotrecase (NA), il quale (come tutte queste strutture) interviene solo quando il Comune paga, … per togliersi un cane di strada.

Vicino il tugurio vi sono altri due cani abbandonati, di cui uno sicuramente da caccia. Dentro la struttura fatiscente quattro cuccioli di circa tre mesi. A loro badano Maria, Mena e Silvia, la veterinaria. Anzi badano a loro e a tanti altri cani coinvolti nelle distrazioni delle pubbliche amministrazioni. Uno dei quattro cani, trovato quasi incapace di deambulare, è stato portato nell’ambulatorio veterinario, ma per gli altri (e molti altri ancora) la situazione è drammatica.

Per favore aiutateci nelle adozioni o almeno in uno stallo temporaneo – dice a GeaPress, Mena – Non sappiamo più come dividerci. Abbiamo altre emergenze come, ad esempio, a Pompei. Una cagna ed i suoi cuccioli sono stati abbandonati in un noccioleto. I cuccioli iniziano ad allontanarsi e temiamo che possano fare una brutta fine“.

Il rischio è di finire avvelenati o peggio ancora. E’ successo a Piano di Napoli, dove alcuni cani randagi, ai quali un signore aveva trovato collocazione in alcune palazzine abbandonate, sono stati dati …. a fuoco. Le volontarie si sono date da fare ed hanno cercato di adottarli. Rimangono però alcuni cani adulti.

Dei cani del Vesuvio se ne occupò alcuni anni addietro Emilio Nessi. Cani gettati nell’immondizia, altri che stentavano ormai a camminare. Le latitanze dei pubblici amministratori. Un bel servizio trasmesso da La7 nell’agosto del 2008 e che Nessi così concludeva. “Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi“. Nessi, purtroppo, non c’è più ed i cani sono ancora lì, tra i rifiuti e l’umido (del vulcano).

Non sappiamo più dove portarli – tiene a sottolineare ancora una volta Mena a proposito dei cani del Vesuvio – Facciamo quello che possiamo ma la realtà è che poi rimangono chiusi lì dentro, in un luogo sporco ed umido. C’è il rifugetto di Silvia ed “I cani di Somma” ma qui si tratta di lottare con un problema enorme. Ci sono poi gli avvelenamenti, chi si diverte a maltrattarli, come i cuccioli che abbiamo trovato seppelliti. Erano ancora vivi“.

Attività fatta spesso di minacce. Alcune volte gli abitanti non vogliono la presenza dei volontari e non è un caso che gli animali vengano abbandonati in posti distanti, come è il caso dei tre cuccioli sotto al Vesuvio.

Quando vediamo gruppi di venti ed anche più cani in strada, cosa dobbiamo fare? – si chiede Mena – Cerchiamo a volte di trovare un dialogo con gli abitanti. A volte c’è, ma in genere sono molti di più i problemi. I canili convenzionati, se non lo ordina il Comune, non intervengono“.

Chiediamo a Mena se qualche Ente finanzia la loro attività. “No, no. Siamo solo volontarie. Volevamo costituirci in associazione, ma per questo vedremo. Abbiamo sempre fatto così. Abbiamo amici sparsi in tutta Italia, ci danno una mano per le adozioni. Spero si possa trovare – conclude Mena – un posto anche per i cuccioli del Vesuvio“.

Questa la mail che GeaPress mette a disposizione per chi volesse adottare i cuccioli info@geapress.org

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